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Becoming Jane

28/2/2013

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Qualche giorno fa ho avuto il piacere, finalmente, di vedere questo film delizioso: Becoming Jane, un film semi-biografico inerente la vita di una delle autrici inglesi ottocentesche che più amo, ossia, Jane Austen! A rappresentarla sul grande schermo, è stata la bellissima quanto bravissima Anne Hathaway (dopo Natalie Portman, mia attrice preferita), che a mio modesto avviso è riuscita a entrare perfettamente nella parte. Sì, ok, non posso conoscere l'autrice, ma dalle notizie che ho, da quanto ho letto finora nelle sue opere (che in fin dei conti riprendono la sua vera vita), secondo me è adorabile in versione Jane.
La storia è incentrata sull'amore che legava Jane a Thomas Langlois Lefroy, il nipote di alcuni vicini di Steventon, che ritenevano la giovane figlia del Reverendo Austen inadeguata socialmente per Thomas, e così il loro matrimonio fu impossibile da attuare. Questo anche perché, il giovane era economicamente dipendente al prozio, il quale non voleva assolutamente far maritare il nipote con la povera Jane.
Da questa relazione, sembra prendere spunto anche la storia, indimenticabile e incantevole, che ha ammaliato numerose ragazze: Orgoglio e Pregiudizio, anche se il finale risulterà diverso, come si sa.
La bella e intelligente Elizabeth, infatti, riuscirà a sposare il suo amato ed orgoglioso Mr Darcy (sospirone!), a differenza dell'autrice che non convolerà mai a nozze, come sua sorella Cassandra, la quale perderà il suo grande amore (morto improvvisamente) e non vorrà mai più sposarsi.


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Il film si apre proprio con la nostra giovane Jane impegnata nella stesura di qualche suo romanzo. Ci viene subito presentata anche la sua famiglia, e da quelle prime immagini si respirano quei luoghi e personaggi che profumano e sembrano prender vita dai suoi romanzi. Siamo alla fine del 700, in un periodo in cui l'unico scopo delle giovani fanciulle era convolare a nozze, e così anche Jane attende di trovare l'uomo più adatto. Ma il suo carattere intelligente e ironico, unito alle sue idee ben precise sull'amore e le nozze, la spingono ad andare oltre un destino già segnato.
Jane è la figlia del Reverendo di Steventon, nello Hampshire, e appartiene a una famiglia semplice. La madre si occupa semplicemente della casa e spera di poter maritare anche la sua ultima figlia, e inoltre ha molti altri fratelli, quasi tutti maritati ad eccezione di Henry, corteggiato da una donna benestante e molto più grande di lui, e Cassandra - la sua più cara confidente - che è in procinto di sposarsi. Anche Jane, però, è molto corteggiata e in particolare tutti si aspettano da lei che sposi il ricco ereditiero Mr. Wisley, un ragazzo sensibile, corretto e gentile, di cui lei però non è innamorata.

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La vita monotona di Jane, cambia quando arriva Thomas Lefroy, un giovane e promettente avvocato di umili origini, che viene mandato "in punizione" in campagna dal ricco zio di cui è il pupillo, perché colpevole di condurre una vita cittadina dissoluta. Lefroy inizialmente mostra di disprezzare la campagna e punzecchia Jane mostrando di ignorarla e trattandola da provinciale, ma deve ben presto ricredersi nei confronti e della natura che lo circonda e della ragazza, di cui comprende subito l'intelligenza fuori dal comune.
Pian piano, dopo i primi battibecchi che tanto ricordando il principio del rapporto tra Mr. Darcy ed Elizabeth Bennet, i due s'innamorano, ma per potersi veramente sposare devono riuscire a convincere lo zio di lui, il quale vorrebbe far sposare il nipote con una donna di classe più elevata rispetto a Jane. Cercano di attuare anche un piano, per far passare Jane come una promettente e futura scrittrice, ma alla fine lo zio nega la sua approvazione, convinto da una lettera di false accuse che gli è stata inviata da uno dei tanti corteggiatori di Jane e che la dipinge come una cacciatrice di dote.

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Tom reagisce male e respinge Jane, non volendo perdere la possibilità di aiutare la sua famiglia di umili origini e dipendendo economicamente da quello zio. I due si fidanzano con altre persone, ma Lefroy, comprendendo di amare profondamente Jane, torna da lei chiedendole perdono e proponendole una fuga d'amore. Lei accetta ma, mentre stanno fuggendo, legge casualmente una lettera della madre di Thomas che dimostra come la famiglia dipenda totalmente dalla benevolenza del ricco zio e di cui Jane era totalmente all'oscuro. Jane capisce che non può proseguire. Lo affronta e gli dice che, pur amandolo, non possono prendersi la responsabilità della rovina della famiglia di lui. Thomas tenta in ogni modo di convincerla, ma Jane non si lascia andare e torna indietro dalla sua famiglia.

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E' di nuovo corteggiata dai suoi precedenti ammiratori, ma il suo amore per Thomas è così profondamente radicato in lei che decide di non sposarsi: preferisce vivere in semplicità, piuttosto di fare un matrimonio ricco ma privo di amore. Con lei resterà la sorella Cassandra, anch'essa - come già detto - nubile dopo la morte improvvisa del suo promesso sposo. Il fratello Henry, invece, si sposerà con la sua corteggiatrice in modo da migliorare la sua condizione  economica e aiutare anche le sue sorelle.
Dalla storia d'amore con il "suo" Thomas, Jane inizierà a buttar giù il suo più grande capolavoro: Orgoglio e Pregiudizio.



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Il film termina con l'incontro - molti anni dopo - tra Jane, ormai una scrittrice famosa, e Thomas, che si è sposato con un'altra, e ha avuto da lei diversi figli, ma si comprenderà che lui non ha mai smesso veramente di amarla. Infatti, la sua primogenita sarà chiamata... Jane.





Guardare questo film mi ha trasmesso una miriade di emozioni. E' facile intuire che l'ispirazione per i suoi meravigliosi romanzi l'ha tratta proprio dalla sua vita, dal suo ambiente, dalla società in cui viveva, dalle persone che incontrava. Jane Austen è stata una donna davvero risoluta e piena di principi in cui credeva profondamente. Lei non voleva sposarsi senza amore, ma capisce anche di doversi fermare per non ridurre alla rovina la sua famiglia e anche quella del suo amato.
E' una persona da ammirare profondamente, ed effettivamente lo facevo già da tempo, da quando ho letto per la prima volta il meraviglioso romanzo già citato.
Jane decide di vivere della sua penna, nonostante vivesse in un mondo dove le donne che scrivevano non erano assolutamente ben viste, seppur fossero capaci di produrre dei veri capolavori che ancora oggi, dopo secoli, riescono a colpire e ammaliare nel profondo dell'anima diverse persone. Jane, come tante altre scrittrici della sua epoca, ci fa ancora sognare e tante volte mi sono ritrovata a fantasticare su quei mondi, su quei balli, su quell'epoca storica così affascinante.

Ammetto che il primo pensiero che mi è sorto una volta conclusa la visione di questo film meraviglioso è stato questo: Anch'io vorrei vivere della mia penna, se solo avessi almeno un briciolo del talento di Jane Austen e se appartenessi a un'epoca dove vivere di sola scrittura consentisse di avere una vita dignitosa.

Questo però non mi sembra così possibile, forse perché sono una persona molto insicura e questa crisi che coinvolge il mondo intero, e in particolare l'Italia, non aiuta a mantenere vivi i sogni. Noi giovani dobbiamo quasi accontentarci. A volte, soprattutto quando leggo i romanticissimi romanzi della Austen, sento di essere nata in un'epoca sbagliata. Sì, è vero, ai suoi tempi la donna non aveva un grande ruolo, ma dopotutto non vedo grandi progressi nel mondo attuale: donne vengono uccise, umiliate, stuprate, considerate come meri oggetti e martoriate, non solo nei paesi culturalmente arretrati, ma anche nelle cosidette "Società civili", dove spesso anche nel lavoro le donne subiscono discriminazioni ingiuste e vengono facilmente poste dopo l'uomo.
Vivere tra 700 e 800, in Inghilterra, tra i suoi boschi tanto amati dalla Austen e l'adorata brughiera delle sorelle Brontë, non sarebbe stato male.
Le dame potevano e dovevano imparare diverse arti: dal canto, alla danza, alla musica, al disegno e alcune grandi donne della letteratura inglese sono sprofondate totalmente nel sublime mondo della scrittura, arrivando ad emozionare anche noi.
Non sto dicendo con questo che non voglio trovare lavoro e che aspiro a quell'epoca solo perché così me ne sto tranquillamente a casa a dedicarmi semplicemente ai miei passatempi. Io vorrei lavorare, lo vorrei tanto, ma è difficile trovare qualcosa che potrebbe almeno un briciolo piacermi. Sembra quasi che i sogni debbano essere soppressi e bisogna sempre accontentarsi, anche di lavori che possono non piacere.
So di aver fatto una scelta azzardata nello studio, ma un altro mio sogno è quello di lavorare in una libreria ( o aprirne una un giorno ) o in una biblioteca, attorniata da libri che mi fanno sentire a casa.
Ma ancora non arrivano risposte e la speranza si affievolisce, anche se ho tutta l'intenzione di fare un'altra prova.

Poi, nella vita di Jane Austen, i rapporti si costruivano con più "umanità". Mi spiego meglio: oggi la tecnologia ha preso il sopravvento e, se da un lato ha motli aspetti positivi, dall'altro i mezzi di comunicazione risultano spesso freddi e vuoti. Una volta si conoscevano le persone direttamente, si iniziavano e terminavano rapporti guardandosi in faccia, ora un misero sms o una mail risolvono il tutto (e sì, mi riferisco anche a delle mie esperienze amorose. Bah).
Una volta c'erano le lettere, un mezzo così delizioso per comunicare... per mettere a nudo la propria anima, farsi conoscere e magari dilettarsi anche nel migliorare la propria calligrafia, scrivere pagine e pagine sciorinando tutti i pensieri...
Sì, a pensarci, credo che sarei stata bene in quell'epoca...

Comunque a parte questi miei pensieri personali, se ancora non lo avete fatto, vi consiglio di vedere questo film, soprattutto e ovviamente se amata immensamente la splendida, incantevole, Jane Austen!
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Giorno 11!

22/2/2013

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Giorno 11 - una canzone della tua band preferita

Sole,  dei Negramaro!



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Giorno 11 - Un film con Il tuo regista preferito

In realtà non ho un vero regista preferito, ma ne apprezzo diversi e tra questi ho deciso di scegliere Steven Spielberg!
Tra i suoi tanti film, vorrei citarne uno che ho visto più volte da bambina (e in verità anche negli ultimi anni):

Hook - Capitan Uncino!



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Hook - Capitan Uncino è un film Americano fantasy-commedia del 1991 diretto da Steven Spielberg. Il cast del film è composto da Dustin Hoffman, Robin Williams, Julia Roberts, Bob Hoskins, Charlie Korsmo, Amber Scott, Caroline Goodall e Maggie Smith. Hook è un sequel delle avventure originali di Peter Pan e si concentra su un Peter cresciuto che ha perso i suoi ricordi d'infanzia. Conosciuto ora come "Peter Banning", Peter è un avvocato di successo sposato e con due figli. Quando Capitan Uncino rapisce i suoi due ragazzi Peter farà ritorno all'isola che non c'è e riacquisterà lo spirito giovanile di Peter Pan così da poter sfidare ancora una volta il suo acerrimo nemico.

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Parlando di... Cucina!

19/2/2013

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Tra le mie tante passioni, negli ultimi anni ho scoperto anche quella della cucina, dove non sembro andare male o fare grossi disastri. Certo, spesso la presentazione non è eccellente, ma il gusto è sempre - o quasi - risultato molto buono!
Amo la cucina italiana, ma a volte sento la necessità di variare un poco, di conoscere ricette di altri paesi stranieri e tentare di rifarle. Il mio passato mi ha permesso di conoscere la cucina giapponese/cinese e - dopo un primo momento di rifiuto a seguito di pregiudizi che avevo sin da bambina - me ne sono follemente innamorata. In particolare, adoro il sushi (e simili) e i ravioli cinesi al vapore! E... mi sono completamente e follemente innamorata di quella deliziosa salsa di soia che ora sarei capace di mettere dappertutto!
Tutto questo discorso mi porta, infine, a mostrare la mia cucina di oggi! Ravioli cinesi al vapore!
Devo ammettere che, come al solito, l'ho rivisitata a modo mio non avendo in casa tutti gli ingredienti adeguati ma, sono usciti davvero buoni. Certo, non sono perfetti come quelli fatti dai cinesi, ma in fondo nessun straniero potrebbe cucinare pasta, pizza e gelato come facciamo noi italiani, ecco.
Come prima volta, sono rimasta veramente orgogliosa di me.
Forse guardare questa foto non farà apparire le mie parole veritiere, ma non badate solamente alla mera apparenza.



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In famiglia non sono amanti di cucine diverse dall'italiana, ma li ho ugualmente colpiti positivamente. Questi raviolini sono piaciuti, per mia soddisfazione!

Vi lascio la ricetta che ho trovato in giro: in verità, devo ammettere, che trovando più ricette e tutte leggermente diverse, ho preso un po' qui e un po' lì e un po' inventato! Insomma, anche in cucina è utilissima un po' di originalità, no? (dai, ditemi di sì, accontentate questa povera pazza!).

Ricetta (x circa 20 ravioli)

Per la pasta
250 g di Farina
150 ml di acqua calda
1 pizzico di sale

Per il ripieno (non avendo altri ingredienti, io ho messo questi)
150 g di carne di maiale macinata
1 cipolla
1/2 carota grattuggiata
1 cucchiaio di zucchero
1/2 aglio tritato
3 o 4 cucchiai di salsa di soia
Prezzemolo tritato
Poche foglie di mentuccia (le ha aggiunte mamma!)


Preparazione
Disponete la farina a fontana in una ciotola e aggiungete un pizzico di sale. Incorporate l'acqua poco a poco. Mettete l'impasto su una spianatoia infarinata e iniziate a lavorarlo con le mani finché non sarà compatto e sodo. Avvolgetelo con della pellicola e lasciatelo a  riposare un'ora circa.

Tritate tutti gli ingredienti per il ripieno, aggiungete i cucchiai di salsa di soia. Amalgamate bene il tutto e lasciate riposare.

Passata l'ora, stendete la pasta su una spianatoia infarinata, ricavatene dei dischi (anche con un bicchiere). Con un mattarello spianate i dischi di pasta.
Disponete un cucchiaio abbondante di ripieno al centro di ogni raviolo.
Inumidite i bordi con dell'acqua e chiudete il raviolo a mezzaluna (o a fagottino) premendo sui bordi per fare aderire la pasta. Prendete in mano il raviolo e creare piccole pieghe da un'estremità all'altra.

Foderate il fondo con foglie di verza (nel mio caso non avendola, ho messo l'insalata) e poneteci i ravioli.

Cuocete per 15 minuti, fino a che la pasta dei ravioli non inizierà a diventare trasparente.

Irrorate con della salsa di soia.




E voi? Li avete mai provati? Avete ricette migliori?
Se vi va, commentate pure! Son curiosa di sapere cosa ne pensate e le vostre prove culinarie!



A presto con...
... il mio personale parere sul  film "Becoming Jane", visto ieri.
... Rubriche di 30 giorni di Musica e Film!

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Parlando di... Sanremo

17/2/2013

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Erano anni che non guardavo più Sanremo, anzi, devo ammettere che forse questo è l'unico anno che l'ho guardato dall'inizio alla fine. L'unica vera ragione per cui l'ho fatto è... Luciana Littizzetto! Ebbene sì, son sincera, adoro particolarmente quella grande Donna che ha dimostrato con la sua ironia e la sua determinazione che non solo gli uomini sono tenuti a presentare un festival simile, e le donne non devono rimanere mute statute di bellezza e accompagnamento.
Luciana Littizzetto mi ha fatto veramente ridere ed io ho tanto bisogno di risate che sorgono dal cuore. Ma ci sono stati dei momenti in cui è riuscita davvero a causare altre emozioni, come nel suo monologo rivolto alle donne che vengono picchiate dai propri compagni. Ve lo riporto.

Le Donne non dovrebbero mai dimenticare le parole di questa piccola grande Donna, soprattutto quando dice:
Un uomo che ci mena, non ci ama, mettiamocelo in testa, salviamolo nell'hard disk. Vogliamo credere che ci ami? Bene. Allora ci ama male.
Non è questo l'amore. Un uomo che ci picchia è uno stronzo, sempre. E dobbiamo capirlo subito, al primo schiaffo, perché tanto arriverà anche un secondo, e poi un terzo, un quarto. L'amore rende felici e riempie il cuore, non rompe le costole, non lascia lividi sulla faccia. Pensiamo mica di avere 7 vite come i gatti? No. Ne abbiamo una sola. Non buttiamola via.


Grazie, Lucianina! E Donne, veramente, aprite gli occhi. Quello non è amore. E' possesso. E' paura. E' squallore. E' un malsano desiderio di continuare a sentirsi superiori, proprietari di un oggetto. L'amore è altro, davvero. L'amore vero rende felici, ci fa star bene con noi stesse, con lui, con gli altri, con il mondo intero.


Ma, come si sa, soprattutto negli ultimi anni c'è anche un dibattito acceso contro quelli che sono i Talent Show, e a questo proposito voglio esprimere la mia.
Voglio premettere di non essere una folle, fissata, con tali programmi. Anni fa, quando Maria De Filippi propose il Saranno Famosi in versione italiana, me ne innamorai. Mi piaceva quella scuola, dove i ragazzi dovevano imparare ogni genere di arte: dalla danza, al canto, alla musica, alla recitazione. Tutti erano chiamati a fare tutto, supportati da Prof. di tutto rispetto, che si occupavano della loro formazione artistica. Nel corso degli anni, a mio avviso dal quarto in poi - se non ricordo male - tutto si è perso. Il programma è diventato un accozzaglia di grande fratello, vecchio Amici, e cose pessime. All'inizio c'era davvero un gran rispetto, poi nel corso degli anni, c'è stata e c'è tuttora una mancanza di gusto e di educazione che mi sconcertano terribilmente. Ragazzi che rispondono male ai professori, punizioni inesistenti, e gare assurde, dove a mio parere non s'insegna più niente (tanto più che dopo Annalisa, io non ho trovato più talenti). Ricordo con particolare gioia, quando erano chiamati a portare in scena alcuni dei musicals più famosi, mi emozionavano tantissimo. Dovevano mischiare ballo, canto e recitazione, ed io mi incantavo nel vedere con quanta passione quei ragazzi cercavano di realizzare il loro sogno: quello di emergere, di diventare grandi cantanti, ballerini, attori.
Alcuni ci sono riusciti. In teatro ho letto spesso diversi nomi di talenti usciti da Amici: come Giulia Ottonello, ad esempio, che io apprezzo tantissimo! Altri girano le piazze in maniera, forse, più silenziosa rispetto alle ultime uscite dal programma e particolarmente apprezzate dal pubblico più giovane - pubblico che mi sconcerta alquanto, giacché parlano di "Idoli" riferendosi a certi cantanti di fama minore -.
Però, e arrivo al succo del mio discorso, non sopporto per nulla questa continua condanna verso chi ce la fa ad emergere e viene ammesso a un festival come Sanremo. Sono ragazzi/e usciti da Talent, come Amici, ma anche come X Factor, è vero, ma perché devono essere discriminati per aver fatto programmi simili?

Faccio un esempio più recente, Annalisa Scarrone, un vero talento per me, che mi provoca una moltitudine di emozioni. Apprezzo le altre, come Emma e Alessandra, ma Nali ha qualcosa in più.
Se qualcuno si degnasse di scoprire la sua vita, se qualcuno cancellasse la  sua esperienza di Amici e la vedesse semplicemente come Annalisa e non come Annalisa di Amici, forse capirebbe il suo vero talento.

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Ma quanto è bella, oltre che brava?
Annalisa non ha scelto Amici così tanto per farsi vedere. E' sempre stata timida e, se qualcuno avesse seguito un poco il suo percorso, non amava troppo le telecamere che la mettevano a disagio. Ma, guardando nei suoi occhi d'ambra - che personalmente trovo bellissimi - si trova tutto un mondo dietro. Si vede la sua immensa passione per il canto, la sua viva volontà di realizzare un sogno che coltiva fin da bambina. Leggendo delle interviste, rilasciate anche dal padre, è emerso che lei ha provato più strade prima di accedere ad Amici, ma ricevendo continui no, non si è arresa e ha scelto una strada forse più "facile", anche se non penso che sia semplice partecipare a un format simile, soprattutto perché in quell'edizione, più eri stronzo e antipatico e più andavi bene (e oggi è ancor peggio!). Lei ha un animo così delicato, una grazia incomune, e una voce così chiara e pura che è un piacere da sentire.
E' una ragazza che non urla, che non vuole sempre farsi vedere, che non sbraita o fa scene eclatanti per attirare l'attenzione. E' semplice, dolce, e io le auguro con tutto il cuore di avere una carriera scintillante.

Non sopporto davvero più chi etichetta questi ragazzi come "ex di amici", "figli di Maria", "Cocchi di Maria" e via dicendo. Loro hanno ricevuto finalmente un sì, ma poi si distaccano da quel mondo e devono essere visti solo con il loro nome, la loro personalità, il loro talento.
Ovviamente, non sopporto neanche le ragazzine - mamma mia che generazioni stanno venendo su... ho i brividi e anche un po' di disgusto, lo ammetto - che sfottono cantanti che hanno una carriera lunga e splendente, che hanno dato tanto alla musica italiana; che vedono come Idoli ragazzi appena usciti da talents, o gruppi stranieri di ragazzini emergenti. Che poi, i cantanti, così come gli attori e qualsiasi altra persona che fa arte, sono appunto PERSONE, come tutti noi, ma che hanno un talento che coltivano e in cui riescono. Ma sono persone, non dei, Dio mio.

Comunque, per fortuna ci sono anche persone che hanno un minimo di cervello da capire che non bisogna né condannare, né idolatrare. Per me, un esempio significativo è il grandissimo e indimenticabile Lucio Dalla, che ha saputo apprezzare un talento uscito da Amici, come Pierdavide Carone, e l'anno scorso si è presentato con lui a Sanremo. Chi è capace, ora, di criticare Lucio?

Ora, in questo mio discorso, mi sono concentrata  solo su alcuni ragazzi di Amici, ma il senso è rivolto anche a quelli di X Factor.

Sicuramente, chi leggerà, mi guarderà male o criticherà, ma questo è il mio pensiero.

Non critichiamo alla leggera dei ragazzi che vogliono solo realizzare i propri sogni e che, ricevendo continui no, scelgono altre strade per raggiungere i loro più grandi desideri.


Finisco con la mia classifica ideale:
1° Malika Ayane: ha una voce bellissima e... be' i testi scritti dal magico poeta, Giuliano, sono bellissimi e intensi. Sarei curiosa di sentirli cantati da lui..
2° Daniele Silvestri: a primo acchitto non sembrava colpirmi troppo, ma a più ascolti, mi è piaciuta davvero tanto.
3° Annalisa Scarrone: Scintille mi dona davvero una grande allegria (e poi c'è un po' della mia piccola città nel testo!), anche se Non so Ballare mi aveva colpita di più. 


E poi ho amato immensamente gli Elii, sono stati strepitosi! Premi meritatissimi!



ps. Ammetto che nell'esibizione Per Elisa, non mi è piaciuta per niente Emma. Con la sua esuberanza ha oscurato un poco Annalisa, e quel fare da "cafona" gridando "Vai Sanremo" come se fosse in piazza, non l'ho gradito per nulla. Poi, capisco che è il suo carattere, ma per una volta metti in luce Annalisa, è il suo Sanremo, quindi per un attimo abbassa la cresta. Mi piace la sua voce, ma la sua opportunità l'ha già avuta, e che cavolo. E comunque era molto più bella e brava, Nali. E' una ragazza davvero dolce.

ps.2. No, non sono una bimbaminkia, visto che non ho criticato nulla e apprezzo altri cantanti, anche passati, nonostante non abbia gradito molto la classifica e poi si veda i miei primi tre preferiti.



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FOLLI!! XD (immagine trovata sul web, se c'è il copyright, contattatemi che la elimino!)
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Giorno 10!

15/2/2013

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Giorno 10 - una canzone che ti aiuta a dormire

C'è una canzone che con la sua musica riesce a rilassarmi parecchio.

Wind of Change, degli Scorpions.

E' una della canzoni che più amo, quindi non è offensivo inserirla come risposta a tale domanda. Anzi, con le sfumature della sua musica, riesce a conciliare anche il sonno e a spingermi ad addormentarmi con il sorriso.




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Giorno 10 - Un film con la tua attrice preferita

Amo follemente Natalie Portman e pur apprezzandola in numerosi film, quello che scelgo è sicuramente:

V per Vendetta!

un film decisamente attuale, che dovrebbe alimentare nei popoli una sete di giustizia che purtroppo - almeno in Italia - si vede poco.
I governi dovrebbero aver paura del loro popolo.

Già.





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« [...] Le parole non perderanno mai il loro potere, perché esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare all'affermazione della verità. » (V durante il discorso televisivo)


Il film è tratto dal romanzo grafico V for Vendetta, scritto da Alan Moore e illustrato da David Lloyd, adattato per il grande schermo dai fratelli Wachowski.


Ambientato nel futuristico paesaggio di una Gran Bretagna dominata da un regime totalitario (simile a quello del romanzo 1984 di George Orwell) guidato dall'Alto Cancelliere Adam Sutler, racconta la storia di una giovane donna, Evey, la cui vita viene salvata da un uomo mascherato (una maschera di Guy Fawkes, membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che tentarono di assassinare con un'esplosione il re Giacomo I d'Inghilterra e tutti i membri del Parlamento inglese riuniti nella Camera dei Lord per l'apertura delle sessioni parlamentari dell'anno 1605.) conosciuto come "V" che scatenerà una vendicativa rivoluzione per sollevare i suoi concittadini contro la tirannia e l’oppressione. Quando Evey intuisce la verità sul passato di V, scoprirà una nuova forza interiore che la porterà ad allearsi nel piano dell’uomo: ristabilire con ogni mezzo libertà e giustizia in una società crudele e corrotta.

L'uscita del film, originariamente prevista per il 4 novembre 2005, fu posticipata per motivi di produzione al 17 marzo 2006.


Natalie Portman interpreta Evey, una ragazza orfana che odia a morte il governo di Adam Sutler, e che si ritroverà ad aiutare V nella sua rivolta.

Struggente e molto emozionante nel film è la scena di Valerie e della sua amata. Del loro amore difficile ma intenso, fino a essere distrutto in modo malsano e ingiusto dal governo.


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Giorno 9!

13/2/2013

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Giorno 9 - una canzone che ti fa ballare

Uhm... direi tutte le canzoni più movimentate dei Negramaro. Ogni volta che parte la musica e Giuliano canta - in modo incredibile con la sua voce tanto particolare - non riesco a star ferma!

Ma dovendone scegliere solo una, vada per:
Parlami d'amore!

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Giorno 9 - Un film con il tuo attore preferito

Il mio attore preferito è Leonardo Di Caprio, lo amo sin da bambina. No, non è solo per la bellezza, ma proprio perché lo reputo un grandissimo attore. A mio avviso più volte avrebbe meritato un oscar, ma vabbè.

Dovendo scegliere solo un film, punto su...
Prova a Prendermi
con un altro attore che mi piace molto, Tom Hanks!
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Prova a prendermi (Catch Me If You Can) è un film del 2002 diretto da Steven Spielberg, adattato dal romanzo autobiografico Catch Me if You Can di Frank Abagnale Jr. e ambientato negli anni sessanta.

Leonardo Di Caprio interpreta il protagonista, un ragazzo che prima di compiere 19 anni scappa di casa e riesce, lavorando da falsario, a guadagnare milioni di dollari fingendosi nell'ordine pilota della Pan American World Airways, medico in Georgia e laureato all'Università di Berkeley (California). La sua abilità nel falsificare assegni lo condurrà, una volta catturato, a collaborare con l'FBI per i casi di frode bancaria.


Ve lo consiglio, è davvero carino!

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Giorno 8!

12/2/2013

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Oggi mi sono svegliata cantando una canzone de Les Misérables, "A Heart full of love", ormai quel musical/film mi è entrato proprio nel cuore e nella testa e non posso fare a meno di ascoltare le canzoni di continuo! Ah, sto impazzendo di nuovo, ma la pazzia non sempre è un male, no?
Inoltre ho una nuova fissa in testa, una domanda: tornare o non tornare in un gdr online che mi ha dato tanto e che spesso mi ha fatto trascorrere serate tra risate ed emozioni? Tornare significherebbe rubare del tempo prezioso ad altre attività, e stare più a lungo al pc (per la gioia dei miei che mi possono picchiare con molta facilità! - sto scherzando eh! -), ma significherebbe anche tornare a ridere forse.
E' stato bello sapere che in molti non hanno dimenticato la mia dolcissima PG (leggasi Personaggio), e che ancora la serbano nel cuore, come un ricordo prezioso.
Ma non so veramente cosa fare. Il tempo è così poco... e ho tante storie che vorrei scrivere, non appena il blocco attuale scomparirà.
Odio essere sempre così indecisa!
Comunque, passiamo alle rubriche!

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Giorno 8 - una canzone di cui conosci tutte le parole
In realtà non so perché ma faccio molta difficoltà a imparare le canzoni a memoria, ma con i musical il discorso è diverso! Inserisco quindi tra le tante canzoni che so e amo, quella che più amo!

Luna, cantata da Matteo Setti, splendido Gringoire in Notre Dame de Paris!!!

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Giorno 8 - Il film con il miglior monologo


Molti film hanno monologhi stupendi, ma la mia scelta ricade su:

Il Grande Dittatore, di Charlie Chaplin!
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Parlando di... Disney!

11/2/2013

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Tra le tante cose che amo, la Disney non può essere tralasciata. Difficile scegliere il mio cartone preferito, tutti hanno un qualcosa che mi affascina, e non posso non adorare le canzoni!
Nel periodo natalizio è stato riproposto un classico che non può mancare e, a mio avviso, uno dei migliori: Il Re Leone, con i suoi sequels.
Ed oggi ne parlerò! Anche se le mie impressioni le ho scritte quasi un mese fa in un quaderno.


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Il Re Leone è tra i cartoni Disney che più amo e che più mi fa piangere. Nonostante lo abbia visto un'infinità di volte, non riesco a non commuovermi nel vedere la morte di Mufasa, nel tentativo di salvare il suo amato e unico figlio, Simba, subendo però il tradimento del perfido fratello, Scar. E' un cartone meraviglioso che provoca una serie di emozioni: fa ridere, grazie soprattutto all'intervento del folle due, Pumba e Timon, ma anche piangere per il motivo già citato, ed emozionare grazie all'amore tra Simba e Nala.

Nel primo episodio abbiamo la storia di Simba, cucciolo del Re Mufasa e suo diretto discendente, che si ritrova a dover crescere seguendo le regole del padre. Simba è, però, come tutti i cuccioli, estremamente curioso e questo lo porta a disubbidire spesso alle leggi del suo amato padre.
Anche la sua immensa ingenuità sarà un elemento importante che permetterà a suo Zio, Scar, di tramare nell'ombra nel tentativo di prendere il trono che con Simba e Mufasa vivi non gli spetta di diritto. Scar è un personaggio arguto, la cui intelligenza si scontrerà con la forza molto minore rispetto a quella di Mufasa.
A seguito del suo tradimento e della morte di quest'ultimo, Simba sarà costretto a fuggire via, credendo anche alle parole dello zio, di essere lui il vero colpevole della scomparsa di suo padre.
Simba, inseguito dalle iene, scapperà ma riuscirà a salvare la pelle e sarà ritrovato da un duo completamente folle che si prenderà cura di questo cucciolo sperduto e solo: Timon, un piccolo suricata, e Pumba un grosso facocero. I due lo aiuteranno a crescere "senza pensieri" sulla base del loro meraviglioso motto "Hakuna Matata".
Una volta cresciuto, nel tentativo di proteggere Timon dall'attacco di una leonessa, Simba ritroverà l'amica di infanzia, Nala, la quale lo spingerà a tornare indietro per liberare il suo regno dal sopruso di Scar che lo ha ridotto alla rovina. Sarà, però, solo l'intervento di Rafiki, la scimmia saggia, a convincere il giovane re a imparare dal passato.


"Perchè mi hai colpito?"
"Che importanza ha? ormai è passato"
" Sì, ma continua a fare male"
"Oh si, il passato può far male, ma a mio modo di vedere dal passato puoi Scappare o Imparare qualcosa"


La fine è nota e facilmente comprensibile, trattandosi di un cartone Disney. Simba, personificazione del bene, avrà la meglio su Scar, il quale verrà ucciso dalle stesse iene sue "amiche". La vita andrà avanti, il regno tornerà al suo splendore, e la fine sarà simile all'inizio: sulla rupe dei re, Rafiki presenterà al "popolo" la figlia di Simba e Nala: la piccola e dolce Kiara.



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A differenza di molti altri sequel che non sono riuscita ad apprezzare, il Re Leone II - il Regno di Simba occupa un posto davvero speciale nel mio cuore. Qui abbiamo Kiara, la piccola figlia di Simba, che si troverà ad affrontare lo stesso cammino del padre. Con la medesima ingenuità e curiosità Kiara non riuscirà a rispettare le regole di suo padre, molto geloso e infinitamente protettivo, ma al posto di Zazu (uccello che si occuperà di Simba), ci saranno Pumba e Timon a sorvergliarla.
Abbiamo, dunque, un Simba padre che non ha ancora rimosso il suo triste passato e, temendo per l'incolumità di sua figlia, si dimostrerà eccessivamene protettivo, ma questo suo atteggiamento non farà altro che allontanare sua figlia.
Inoltre, c'è l'amore travagliato tra Kiara e Kovu, nato per  essere l'erede di Scar ed educato con l'unico scopo di uccidere Simba. Le loro vite non saranno facili, ma alla fine l'amore trionferà e la giovane Kiara farà aprire gli occhi a suo padre, comprendendo così che i leoni sono "un'unica realtà", e non devono essere avversari.
Di questo secondo "capitolo" mi piace particolarmente la storia d'amore tra i due e ammetto che mi sono commossa nel sentire la voce di Mufasa che approva il fare del figlio!
Le mie canzoni preferite sono: "Un'unica realtà" e "L'amore troverà la via". Le amo, tantissimo!!!



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E per la serie non c'è due senza tre, anche il terzo episodio è meraviglioso, pur essendo totalmente folle! Qui i veri protagonisti sono Pumba e Timon che, seduti all'interno di un cinema, spiegano il Re Leone (primo episodio, quindi) dal loro punto di vista e non mancheranno di certo le risate! Si dà un maggiore spessore a questi due simpaticissimi amici e si comprende anche da dove vengono e come è nata la loro splendida amicizia. E poi il finale è grandioso! Moltissimi personaggi della Disney invaderanno il cinema, con l'intento di rivedere dall'inizio l'intero film ma... Pumba ha per loro una sgradevole sorpresa! Eheheh. Grandissimi!!!




Insomma, per chi ama la Disney, sono tre episodi che vanno assolutamente visti e  rivisti!

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Giorno 7!

10/2/2013

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Giorno 7 - una canzone che ti ricorda un momento particolare


L'emozione non ha voce, di Adriano Celentano.
In realtà è una canzone che si è presentata più volte nella mia vita, in momenti davvero particolari.
Ma non aggiungo altro!


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Giorno 7 - Un film che ti ricorda il tuo passato

La Storia Infinita.

Un classico dell'infanzia.
Chi non ha mai seguito Bastian e Atreyu nelle loro avventure per salvare Fantasia?
Io ci torno spesso anche ora!


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Parlando di... Edward Mani di Forbice

9/2/2013

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Edward mani di forbice è il primo film che ho visto con Johnny Depp come protagonista e, a mio avviso, è la sua interpretazione più riuscita e coinvolgente. Se pensiamo che per tutto il film dice solo pochissime battute, è facile comprendere come si sia dovuto buttare completamente sull'espressività e ci è riuscito alla grande!
Edward è un ragazzo dal cuore nobile e sensibile, che mantiene tutta l'ingenuità e lo stupore tipico dell'infanzia, ma è diverso dalla massa e questa diversità rappresenta un vero problema, non unicamente per lui, ma anche per l'intera comunità così frivola, opportunista, cinica e priva di cuore che prima lo apprezza, per comodità e interesse, e poi lo caccia come un mostro, senza comprenderlo appieno.
Edward, infatti, non è un ragazzo come tutti gli altri. E' il frutto di un inventore, una "macchina" creata da un uomo solo, che disprezza il mondo esterno ma è colto da un desiderio di paternità. Durante le varie fasi di creazione, lo istruisce al fine di renderlo gentile e buono, ma non lo farà mai uscire dal castello, perché all'esterno le pesone sono malvagie e lo avrebbero sicuramente mal visto.
Però, nel momento in cui sta per donargli le mani "umane" è improvvisamente colto da un malore e cade a terrà, privo di vita, mentre quelle fragili mani si sbriciolano con facilità tra le forbici di Edward, condannandolo così alla solitudine infinita del suo essere mostro.
Questo, però, fino a quando non arriva al castello una rappresentante di cosmetici che lo porta nella sua casa, in un mondo dal quale il suo creatore lo ha sempre tenuto distante.
Grazie alla sua incredibile abilità nel tagliare alberi, cespugli e capelli, farà successo tra le donne, ma ben presto in molti approfittano della sua ingenuità e bontà per fargli del male.
Nel frattempo Edward prova anche nuove emozioni che non comprende: s'innamora, infatti, di Kim - figlia della donna che lo ha condotto fuori dal suo castello -, la quale però è fidanzata con un ragazzo meschino e violento (in realtà il vero mostro). Oltre all'amore, quindi, finisce per provare anche rabbia e gelosia ed è difficile non provare compassione e tristezza per quell'essere dall'animo così puro e perfetto che non può neanche abbracciare l'oggetto del suo amore, né accarezzarla, perché non ha mani soffici, ma lame che possono solo ferire il candido viso della ragazza.
Edward è cacciato dalla comunità, accusato di crimini non commessi, e ci sarà anche del dramma.
Torna alla solitudine del suo castello, ma non dimenticherà mai la sua Kim, che però non vedrà mai più.
Le dedica statue di ghiaccio che la rappresentano danzante e da quel giorno scenderà una deliziosa neve che accompagnerà la ragazza fino alla sua vecchiaia.
E' una storia dolcissima, ma anche immensamente triste. Un argomento, come quello del mostro e del diverso, che riprende molte opere letterarie: dal gobbo di Notre Dame de Paris, al fantasma dell'opera, e così via... Una storia impossibile da dimenticare, che genera nel cuore intense emozioni, accarezzando anche le corde più profonde dell'anima.

Una curiosità: sembra che sia anche un poco autobiografico. Infatti, Tim Burton, lo strepitoso regista, sembra essere lui stesso Edward.

Film da vedere e rivedere! Io, personalmente, non mi stancherò mai di farlo!



Alla prossima, con le rubriche!!!
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