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"Fantasmi a Roma" e "Cercasi Cenerentola" due favole in Musical!

6/4/2014

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Buona domenica a tutti!
Come va? Io ne approfitto per rilassarmi un po'. Ho casa libera finalmente, e queste cose non accadono quasi mai. Ho tante cose che voglio fare. Aggiornare il blog, aggiornare le pagine, ascoltare musica - di musical, ovviamente! - e magari vederne anche uno e... sì, anche buttarmi su un pezzo di stoffa nel tentativo di trasformarlo in un animaletto. Chissà. In realtà, non so quanto riuscirò a fare, ma intanto ci provo. Poi dovrei anche mangiare. Ehm...


Come ormai avrete capito, però, io amo in maniera assoluta i Musical e simili e, il mio tentativo è contagiare un po' tutti con questo splendido virus. Insomma, non leggo meramente, ma amo anche molte altre cose.
Oggi volevo presentarvi due opere italiane, due favole meravigliose ma diverse, che dovete vedere.


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"Fantasmi a Roma, una favola musicale" è un piccolo gioiellino totalmente italiano, che rimane impresso nel cuore, per le musiche, i personaggi, i testi, la trama ma anche per gli Artisti, grandi nomi del Teatro (e non solo!) italiano che riescono a trasmetterti tutto il loro talento e la loro passione.
Forse i più grandi ricorderanno il film da cui è stato tratto. Fantasmi a Roma è, infatti, ispirato all’omonimo film del 1961 diretto da Antonio Pietrangeli e con un cast davvero notevole: Eduardo De Filippo, Sandra Milo, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni, solo per citarne alcuni. Sfortunatamente ancora non l'ho visto, ma conto di rimediare appena mi sarà possibile.

Di cosa parla? Ve lo dico subito.
Siamo nella Roma degli anni 60 e il protagonista è l’anziano Principe Annibale Roviano, interpretato da un magistrale ed elegante Carlo Reali. Vive apparentemente da solo nell’antico palazzo di famiglia ormai in decadenza, ma in realtà a fargli compagnia ci sono dei simpaticissimi fantasmi, antenati di famiglia, con i quali sovente si ritrova a parlare. Proprio per questo viene visto un po’ come un pazzo che parla da solo, soprattutto da due stagnari scettici, Primo e Secondo che si divertono a prenderlo in giro.

I fantasmi sono quattro:
Fra’ Bartolomeo (Toni Fornari) il più antico, religioso, buongustaio e assai goloso. La sua morte è forse un po' assurda. Dovete sapere, infatti, che questo buon Frate, adorava recarsi in cucina di notte a mangiare tutto ciò che trovava. Per sopperire a questo problema, la cuoca decise di preparare delle polpette ripiene di veleno, così da uccidere quei furfantelli di topi... ma, a mangiarle fu qualcun altro. Ebbene sì, lo avrete capito, no? Ed eccolo qui il nostro "chierico fantasma".

Poi, c’è il nobile ed elegante Reginaldo (Cristian Ruiz), rubacuori settecentesco, elegante e acculturato, un vero cavaliere ma anche un perfetto dongiovanni. Un dì, di una donna impegnata s’invaghì e, nel tentativo di sfuggire dal marito geloso, scappò dalla finestra sita al quarto piano! E ... Vola, vola vola il bel fantasma! Ahahah.

La dolce e romantica Donna Flora (Renata Fusco) è il fantasma di una dama dell’ottocento, che morì per una delusione amorosa. Lei attendeva il suo amato Rutilio sul ponte sopra al Tevere, ma invano. Lui non arrivò e lei saltò, lasciandosi avvolgere dalle gelide acque del fiume e finalmente con la vita, volò via anche il suo dolore.

E poi c’è il piccolo Poldino, fratello di Annibale, morto da bimbo e per questo in scena compare meramente sotto forma di una luce, perché i bambini morti non hanno forma, sono solo pura luce.

La monotona vita di Annibale è turbata di tanto in tanto dall’Ingegner Tartina (Giancarlo Teodori), un ostinato procacciatore di affari e speculatore edilizio che con le sue mazzette ad alto contenuto di corruzione tenta di convincere il povero anziano a vendere il palazzo, per demolirlo e costruisci un nuovo supermercato.

Tutto scorre tranquillo, fino a quando, con lo scoppio della caldaia, il povero Annibale muore, raggiungendo i suoi fantasmi, e il palazzo passa nelle mani di Federico l’unico erede. Apparentemente frivolo e nullafacente, vive alle spalle di Elena, la sua ragazza, una spogliarellista e soubrette molto provocante e ambiziosa.

Questo rappresenta un pericolo per i fantasmi che si vedono costretti a coinvolgere un altro divertentissimo e alquanto volgare fantasma, per riuscire a trovare un modo per proteggere la loro dimora. Sto parlando di Giovan Battista Villari detto “il Caparra” che dipingerà in una sola notte un quadro che sarà ritenuto da una critica importante - Egle Bizantini in Carcasson (Carlotta Maria Rondana) - come un’opera di Caravaggio, suo acerrimo nemico in vita. Questo provocherà l’ira del pittore fantasma che la scaglierà giù dalle scale, ma anche un ottimo aspetto per i fantasmi del palazzo. Non verrà più demolito, perché l’Arte è riuscita a salvarli!

Questo è il riassunto che avevo scritto anche altrove. Come vedete ho inserito alcuni nomi degli artisti che hanno sempre interpretato i vari ruoli, ma personalmente ho avuto la fortuna di vedere anche Roberto Rossetti, un fantastico marchigiano, Elisa Marangon perfetta nel ruolo di Elena, Maurizio di Maio come Federico, e i simpaticissimi Vasco Giovanelli e Fabio Monti per i due stagnari. Eppure, sono tanti altri gli artisti che hanno indossato le vesti di tali personaggi. Per chi ama un po' il teatro non saranno nomi sconosciuti: Emiliano Geppetti, attuale Federico, ma anche Andrea Croci, Leonardo di Minno (voce nel cd), Enrico d'Amore; Ketty Roselli, come Elena, Gianluca Bessi e Marco Rea (gli stagnari), Valentina Gullace e Gaia Bellunato (Carletta!), e Lello Abate come primo Frate!

Insomma un cast ricco e favoloso, che merita di essere seguito e apprezzato in quest'opera splendida. Un'idea della splendida Simona Patitucci, Regina,
con regia e coreografia di Fabrizio Angelini, testo e liriche di Gianfranco Vergoni e musiche originali di Massimo Sigillò Massara.


Io me ne sono follemente innamorata e, dovete sapere che la versione che ho visto io era solo una piccola parte. Una versione simil concerto, che mi ha ammaliata. Non vedo l'ora di poterlo rivedere nella sua integralità.
Una piccola grande opera che conservo nel cuore e che, mi sto accorgendo, ha raggiunto i primi posti nelle mie preferenze.

Una favola che racchiude un mix di risate ma anche commozione, con personaggi ben descritti, testi che restano facilmente impressi nella mente e musiche che accarezzano la tua anima o sono contagianti per il ritmo.

Un'opera che consiglio veramente a tutti di vedere. Non riesco a smettere di ascoltare le canzoni. E, ogni volta, provo emozioni diverse ma intense.

Meraviglioso. Davvero.






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"Cercasi Cenerentola" è una favola diversa. Una commedia musicale per tutta la famiglia, scritta da Saverio Marconi e Stefano D'Orazio, con le musiche di Stefano Cenci, regia di Saverio Marconi e Marco Iacomelli, con Paolo Ruffini, Manuel Frattini e Beatrice Baldaccini. Coreografie di Gillian Bruce.


Sostanzialmente è la favola di Cenerentola, chi non la conosce? Ma più moderna, più particolare, forse più vicina a noi. La trama in sé è piuttosto fedele, ma ci sono sfumature che la rendono molto divertente e più, come già detto, moderna sì.
Protagonisti sono Paolo Ruffini, un principe dall'accento toscano e un po' scapestrato e fissato con la sua "Maria Pia" di cui non rivelo nulla, e Manuel Frattini il suo fedele consigliere Rodrigo, che farà di tutto per portare il principe sulla retta via e spingerlo a sposare qualcuna adatta al suo rango. Per far ciò, occorre valutare tutte le ragazze del regno di Microbia, tra cui... Anastasia (Silvia di Stefano), Genoveffa (Roberta Miolla) e la piccola ma determinata Cenerentola (Beatrice Baldaccini).

La povera Cenerentola è costantemente maltrattata dalla sua matrigna (una sorprendente e simpaticissima Laura di Mauro, dalla parlata romana), e dalle due sorelle
ma, quando tutto sembra perso, interviene la sua fata madrina, Clementina, interpretata da una perfetta Claudia Campolongo, a darle una mano "fatata".
Cenerentola non è più la principessa dei cliché della Disney, ma assume un carattere più forte e determinato. Non si perde mai troppo d'animo, anche nei momenti più difficili, e neanche si concede troppo facilmente al bel principe. Anzi. Quando lui le chiede subito di sposarla, lei non dirà un semplice sì. Come fai a sposare chi non conosci, in fondo?

La particolarità di questo musical, a mio avviso, è data dalla perfetta interazione con il pubblico. Gli spettatori, infatti, saranno chiamati più volte a partecipare attivamente alla trama. Le modalità non le dico, ma vi assicuro che sarà un vero divertimento! Si mischia così la bellezza del musical in sé con grandi Artisti, come il già menzionato Manuel Frattini (che io considero uno dei migliori artisti teatrali italiani) e la comicità di Ruffini.
Non avevo grandi aspettative per quest'ultimo. Non riuscivo a comprendere cosa potesse donare lui, e invece vi assicuro che vi ritroverete a ridere tantissimo, dal primo all'ultimo minuto.

Divertente, allegro, vi ritroverete a passare quasi tre ore in preda al divertimento.
Purtroppo però, ho una piccola nota negativa a riguardo: la frizzante verve ironica di Ruffini, insieme alla romana Di Mauro e al ben noto e apprezzato Frattini prendono davvero tutta la scena, tanto che la Cenerentola, seppur bravissima - voce stupenda, davvero! - perde un po' luce. Rimane in disparte. Le stesse sorelle vengono veramente fuori solamente nel tentativo di mostrare le loro doti al principe. Conoscevo la Di Stefano ed ero rimasta folgorata dalla sua voce in Sindrome da Musical, ma qui riesco a "riconoscerla" davvero solo quando cerca di far capire la sua bravura nel canto al Principe. Non che prima non colpisca, sia chiaro, così come le altre... ma non so, sembra risaltare più la comicità che altro. Le musiche seppur simpatiche e contagianti, e anche i testi, non restano troppo impressi. Rimangono le battute, la simpatia, le interazioni con il pubblico, queste sfumature che modificano un poco il teatro come siamo abituati a vederlo. Con questo voglio intendere che viene abbattuta quella parete tra palco e pubblico, e ci rendono partecipi. E questo a me è piaciuto. Un'opera sicuramente da vedere, per allontanarsi qualche ora dalla vita di tutti i giorni, non sempre piacevole, e ritrovarsi all'interno di una favola divertente e romantica e riscoprire, così, il piacere di una risata.

Nota di merito va anche al resto del cast:
Gianluca Sticotti, Silvia Contenti, Luca Spadaro, Rossella Contu. Bravi, davvero.

Ah, se andate a vederlo, ricordatevi di prendere il fazzolettino bianco che danno all'inizio, è un tassello importante!!! ;)


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Altre due parole poi concludo.
In entrambi i casi ho riscontrato una gentilezza unica tra gli artisti. Come dico sempre e ripeterò all'infinito, amo gli Artisti di Teatro perché quasi sempre - o per ora potrei dire sempre - non si vantano, ti donano parte del loro tempo per una foto, un autografo, due parole e sì anche qualche risate. E così ti ritrovi ad abbracciare grandi Artisti che ammiri tantissimo come Ruiz, la Patitucci, la Fusco, Frattini, la Di Stefano... o in una selfie con Ruffini, o a scherzare e parlare con persone dolcissime com Rossetti e Sticotti. È questa la vera bellezza del teatro. E non folle malate che si buttano sopra gli artisti come belve feroci e prive di cervello.
Ed io amo tantissimo il teatro e il musical in particolare.

Purtroppo temo di non essere riuscita a esprimere al meglio i miei pensieri ma, se in qualche modo vi spingerò a teatro, il mio scopo lo avrò raggiunto. Ecco.
Soprattutto andate a scoprire queste opere totalmente italiane, perché riflettono il talento che abbiamo e che molto spesso è disprezzato o poco valorizzato. L'Italia ha dei talenti immensi. Se solo il governo e le persone capissero l'importanza della cultura, del teatro...

Okay, direi di aver scritto abbastanza per oggi. A presto e buona domenica!
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Parlando di... Romeo e Giulietta - Ama e Cambia il Mondo

4/10/2013

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L'ho atteso da mesi. Ho seguito ogni passo di questa nuova opera. L'ho visto nella versione originale francese qualche anno fa e me ne sono irrimediabilmente e follemente innamorata. Quando ho scoperto che ne sarebbe stata tratta una versione italiana, non potevo trattenermi dal palesare la mia enorme felicità e gioia! Cavoli, uno dei Musical/Opere Moderne che più amo insieme a Notre Dame de Paris (e Les Miz che spero di vedere un giorno anche qui nel nostro bel paese, o ancor meglio a Londra se un giorno ne avrò la possibilità) veniva reso in Italia da un talento unico come Giuliano Peparini! Come contenere l'entusiasmo? Difficile, non trovate? Poi, ieri è stato trasmesso da Rai 2 con una diretta nella splendida cornice dell'arena di Verona. Verona la città di Romeo e Giulietta. Verona una città che amo e apprezzo. E quell'Arena, Dio mio, se la amo e quanto vorrei un giorno andare a vedere uno spettacolo proprio lì!
Dopo una giornata ad aiutare i miei, mi sono concessa una serata di solitudine. Silenzio. Tv tutta per me. Ed ecco che la magia aveva inizio. Tremavo già dalla prime note. Avevo gli occhi lucidi e le aspettative erano altissime.
E... ? Be', in gran parte sono state soddisfatte, ma ... sì, esatto, c'è un ma che riserverò alla fine di questa sorta di recensione.
Voglio fare, però, una piccola premessa: non sono un'esperta dell'arte. Non so ballare, sono quasi un pezzo di legno, sono stonata e sono così timida da non poter mai solcare un palco o tentare di fare un corso di recitazione, quindi non ho le competenze per valutare l'opera. Esprimo solo i miei modesti pareri da spettatrice. Le emozioni che mi hanno donato i vari artisti. Le mie impressioni, che non sono espresse a caldo, ma dietro un ragionamento, anche in virtù di commenti - spesso assurdi, secondo me - che ho letto in giro. Ognuno ha le sue idee, per carità, ma spesso ho l'impressione che in Italia anziché dare fiducia ai giovani e promuovere opere simili, si tenda sempre a svilire tutto, a essere preda dell'invidia e a voler paragonare a tutti i costi un'opera con altre (che poi a mio parere si può fare un confronto adatto solo con altre versioni della medesima opera, perché altrimenti ogni musical ha una sua storia, dei determinati personaggi, e... è difficile fare un confronto opportuno).
Nel nostro paese sta emergendo solo da pochi anni l'amore per i musical e le opere affini. In paesi come Londra, New York e anche la stessa Francia si dà molta più importanza a tali eventi teatrali. Probabilmente le produzioni sono migliori, ma perché condannare quello che tentano di fare nel nostro paese in cui la cultura spesso viene disprezzato o burlata? Avanti, italiani, iniziamo ad apprezzarci un po' di più e a non bruciare al rogo tutto.

Torniamo dunque alla diretta di ieri. Sapevo a grandi linee tutte le canzoni e ovviamente la storia d'amore di Giulietta e del suo Romeo non posso non conoscerla. Io la amo. Profondamente. E leggo il libro più di una volta l'anno. Shakespeare è il bardo del mio cuore. Sì, molti non la amano così tanto, perché la reputano una storia d'amore assurda e superficiale. Insomma, questi due ragazzini si incontrano, si innamorano, si sposano nel giro di due giorni e poi vanno contro i loro genitori e si ammazzano se non ottengono ciò che vogliono. A vederla così, è davvero brutta. Ma a mio parere c'è qualcosa di più profondo. Un amore puro, un messaggio chiaro contro l'odio che plasma una città come Verona. Un amore che si scontra con l'odio assurdo e incomprensibile tra due famiglie. Un odio che non può che generare morte e dolore. Sarà proprio la morte di due creature così pure (e di Mercuzio e Tebaldo) a far comprendere ai genitori che quell'odio deve terminare.

Ho letto che i testi di Vincenzo Incenzo sono stati ritenuti noiosi, ripetitivi, banali e troppo dolci. Be', io non la penso così. Innanzitutto non mi sembrano così differenti dalla versione francese, perché ricordiamolo, quest'opera è francese. Le musiche e i testi sono stati scritti da altri prima di lui. Vincenzo Incenzo, a mio parere, ha fatto un ottimo lavoro. La dolcezza è tipica di due fanciulli che amano profondamente per la prima volta. Per il resto io trovo che si esprimano messaggi intensi e importanti. Il disprezzo per un odio assurdo. L'amore vero che può cambiare il mondo. La difficoltà di chi cresce in un ambiente fomentato dall'odio e non sa comportarsi diversamente. L'essere una pedina, un sacrificio dell'odio, come il buon Mercuzio. E tanto altro ancora. Bisognerebbe ascoltare con cura. Poi sia chiaro, ascolterò meglio i testi e cercherò di comprenderli ancor meglio, magari sono io in errore, tutto può essere.

Le splendide musiche di Gerard Presgurvic incantano, inebriano il cuore di emozioni, ti sfiorano l'anima. Forse si ripetono, ma coinvolgono lo spettatore nella storia. Le note si fanno quasi "dure" in alcuni momenti, più dolci e soave in altri. La musicalità rimane facilmente nella testa, così come i testi permangono sulle labbra. Musiche perfettamente in linea con l'anima dei personaggi, con la storia in sè.

Vogliamo poi parlare delle coreografie? Incantevoli, suggestive, coinvolgenti. I ballerini sono davvero meravigliosi. La scena del ballo, poi, è qualcosa da ammirare! Ho visto i preparativi nello speciale sempre mandato su Rai 2 e non è stato un lavoro semplice, anzi, ma il risultato è qualcosa che incanta la vista, anche per chi non capisce nulla di ballo, come me. Ma conoscevo già il talento spettacolare di Peparini.

I vestiti? OH. MIO. DIO. Amo particolarmente gli abiti di scena e, cavoli, ma non li avete trovati semplicemente meravigliosi? Io li amo e posso solo immaginare il lungo lavoro delle sarte. Meraviglia, davvero! Risaltano i vari personaggi con cura e attenzione, le dame sono splendide e quelli indossati da Giulietta? Divini. Mi sono piaciuti tantissimo.

Le scenografie mi hanno colpita sì. Immagini di Verona. Immagini suggestive. Immagini azzeccate. Non mi dilungo troppo su questo, semplicemente perché non so esprimermi con giudizio e con perizia di particolari, ma mi sono piaciute davvero molto. Bellissimo il finale.


E ora? Passiamo al cast? Andiamo!
Romeo e Giulietta - Ama e Cambia il Mondo mi ha permesso di conoscere artisti meravigliosi che mi sono arrivati dritti al cuore e di confermare il talento incredibile di altri. C'è la presenza di numerosi giovani, ma questa non è una novità. Anche la versione creata da Cocciante presentava diversi talenti nuovi e giovanissimi. Però, alcuni non li conoscevo, altri li avevo lasciati in alcuni programmi televisivi del passato (dove mi avevano già convinta!) e... be', ci sono talenti come Vittorio Matteucci che sono una conferma.
Parliamone meglio.

Il Principe: Leonardo di Minno lo conoscevo per la sua partecipazione ad Amici. Mi aveva già positivamente colpita, ma non potevo immaginare quale talentuoso artista fosse diventato. La sua presenza scenica sul palco è ammirevole. Lui è il simbolo del potere. Tiene sotto le sue mani gli abitanti di Verona come una sorta di burattini (suggestiva la scena in cui i ballerini si muovono a seconda dei suoi movimenti). Sa essere autoritario, ma anche commovente. Sono rimasta senza parole e al limite delle lacrime quando ripropone "Verona" in maniera più triste, dopo la finta morte di Giulietta. Le sue lacrime. Il suo dolore. Ottima esibizione. Ottima voce. Ottima recitazione.


Mercuzio: Io amo questo personaggio. È il mio preferito e avevo aspettative piuttosto alte. Ho avuto modo di apprezzare diverse versioni in altri musicals/film ma... Luca Giacomelli Ferrarini è stata una piacevolissima scoperta. Il suo Mercuzio mi ha ricordato un po' John McEnery, folle, simpatico e... realmente affezionato al suo carissimo amico Romeo. Sembra quasi provare per lui un amore diverso, un amore unico. Raro. Straziante. Luca ha fatto un ottimo lavoro e sicuramente, per me, è stato uno degli artisti migliori su quel palco!


Benvolio: cugino di Romeo, cuore buono che tenta di frenare l'odio. A lui spetta il difficilissimo e spiacevole compito di parlare a Romeo della presunta morte della sua amata Giulietta. Intenso il pezzo "Con che pietà", interpretato benissimo da Riccardo Maccaferri, altro ragazzo che personalmente ho conosciuto meglio grazie a quest'opera (anche se ha partecipato ad altri musicals degni di nota!). Un sorriso solare e dolcissimo. Se il Benvolio francese mi aveva molto colpita e a volte suscitato una risata, lui mi ha fatto davvero tenerezza ed è riuscito a commuovermi ugualmente nel pezzo prima citato. Tanti applausi a lui!

Tebaldo: altro ragazzo conosciuto e apprezzato ad Amici, altra piacevole scoperta. Gianluca Merolli interpreta un ruolo non facile. Tebaldo è l'antagonista di Romeo, la rappresentazione dell'odio puro. Ma non è solo questo. Come emerge nel brano "Non ho colpa", Tebaldo è il frutto dell'odio che i genitori hanno fomentato. Lui è cresciuto in questo clima e non riesce a farne a meno. Lui deve odiare i Montecchi. Sono i suoi nemici. Romeo merita la morte. Sarà proprio questa natura a portarlo a un tragico destino. Uno dei personaggi più belli, perfettamente interpretato da Gianluca. Pollice in su sicuramente! Mi piace!


Balia: arriviamo a una mia conoscenza. Ho avuto modo di vedere Silvia Querci nell'opera di Cocciante dove interpretata il medesimo ruolo e ha confermato le mie impressioni su di lei! È praticamente perfetta. Interpreta una donna poco colta, ma dal cuore immenso e dall'affetto sincero per la sua bambina, la sua piccola Giulietta. Risulta simpatica, allegra, divertente, ma anche commovente nel suo dolore e nell'apprendere che quella bambina che allattava è già ormai cresciuta e in età da marito. Una conferma e un grande applauso a lei!


Conte Capuleti: Ah, Vittorio Matteucci, come già detto è IMMENSO. Lo conosco da tempo. Mi ha ammaliata con il suo Frollo, incantata con Dracula, rapita con l'Innominato e non ha fatto solo ciò. Con questo personaggio dà il meglio di sè, con un'interpretazione che sconvolge e tiene incollato completamente lo spettatore su di lui. Ottima presenza scenica. Voce immensa. E che dire dell'interpretazione? Quando canta "Avere Te" emerge tutto l'affetto di un padre per la sua unica figlia. Questa canzone, oltre al suo grido disperato per la presunta morte di Giulietta,  sono due dei momenti più toccanti dell'opera. Splendido. Assolutamene Spettacolare. Tra i migliori, se non il migliore.


Lady Capuleti e Lady Montecchi: Barbara Cola e Roberta Faccani, due donne dal carattere forte, due madri che disprezzano a gran voce l'odio ma che ne sono sature. Voci che si scontrano e offrono una scena memorabile ne "L'Odio". Mi sono piaciute molto, anche se... non sono riuscita ad apprezzare del tutto la voce di Roberta Faccani, ma è solo un'opinione soggettiva, una sensazione del tutto personale, che però non attacca la sua bravura e il suo obiettivo talento.



Frate Lorenzo: Che dire di Giò Tortorelli? Semplicemente perfetto in questo ruolo. Bella voce. Ottima interpretazione. È un frate tutto da apprezzare. Frate Lorenzo è colui che comprende l'amore tra i due giovani, il potere che potrebbe sprigionare, la capacità di bloccare finalmente una volta per tutte quella sete di sangue che coinvolge le due famiglie. Lui aiuterà Romeo e poi anche Giulietta, ma il suo intervento è solo uno degli aspetti che condurrà invece a tragico destino. Anche Giò mi è piaciuto davvero tanto!


Finiamo con Giulietta e Romeo. I protagonisti.
Ho sentito diversi pareri sui due ragazzi che li interpretano, e non sempre positivi. Ora esprimerò la mia opinione, scevra di pregiudizi.

Partiamo da Giulia Luzi, la nostra Giulietta.
La conoscevo grazie ai Cesaroni e a Un Medico in Famiglia, dove aveva un ruolo secondario, non immaginavo che avesse anche una voce così dolce e - a mio parere - piacevole, anche perché non sapevo che aveva dato voce/canto a molti personaggi Disney. Quando è stata scelta ero particolarmente curiosa di vederla in questo ruolo. E, personalmente, mi è piaciuta. Esprime bene la purezza di Giulietta, la sua determinazione a rimanere fedele al suo amore a costo di morire. Forse non sarà stata eccezionale, ma sicuramente la sua è stata davvero una bellissima prova. In fondo è la prima volta che solca il palcoscenico e partecipa a un musical, se non dico male.

E, infine, Romeo. Non conoscevo Davide Merlini, non avendo visto Xfactor, ma ho seguito lo speciale e ho compreso come è stato scelto. Non so la sua storia, non so cosa abbia studiato, ma uscendo da un programma simile, è ovvio che sia concentrato più sul canto. E non canta male. Anzi. Però, purtroppo, mi duole dirlo ma non sono riuscita ad apprezzarlo troppo. Non lo condanno sul rogo, come hanno fatto in molti, ma a mio avviso - e sempre tenendo conto che parlo da spettatrice - dovrebbe lavorare maggiormente sulla recitazione. Purtroppo, ha un duro confronto con Damien, il Romeo francese, che seppur fisicamente non sia la mia visione del Romeo, si è radicato così profondamente nel mio cuore con la sua interpretazione che è difficile superarlo. Però sono certa che avrà modo di migliorare e chissà, magari, vedendolo dal vivo potrò apprezzarlo meglio.


Pur avendo un ruolo marginale, Nicolò Noto nelle vesti di Paride mi ha colpita. Nasce come ballerino di danza classica ed è evidente il suo immenso talento, però è stato bravo anche a cantare e recitare, seppure abbia fatto davvero poco. Mi piace anche la versione che ha voluto dare Peparini: farlo danzare in maniera diversa, per mostrare il suo lato nobile, quieto. Non so, a me è piaciuto questo aspetto.



Però... però... se devo mettere a confronto le due versioni, italiana e francese, pur apprezzando molto l'opera prodotta da David Zard e figlio, purtroppo non riesce a battare quella originale. Quest'ultima mi ha colpita e coinvolta di più, pur non comprendendo totalmente ogni parola. Il senso però era chiaro. E poi, cavolo, due tratti essenziali dell'opera che avevo apprezzato tantissimo qui vengono a mancare.

Il balcone di Giulietta! Ok, dare un'altra presentazione, ma... ma... un bel balcone come nell'opera Francese non poteva mancare. Non mi è piaciuto troppo come è stato creato nella versione italiana.
E, soprattutto un personaggio  che gravita attorno a tutti gli altri: l'immagine femminile di bianco vestita che impersonifica la Morte. È così suggestiva. Lei c'è sempre. Aleggia attorno a tutti loro, preparandoli a un avverso destino. Li sfiora. Li sostiene. Li spinge. Li porta a commettere delle azioni per raggiungere il suo scopo. Accoglie i morti tra le sue braccia. Insomma, mi dispiace tantissimo che un tale elemento non sia stato rappresentato anche nella versione di Zard-Peparini-Incenzo. Peccato davvero.


Riassumendo: è un'opera che mi è piaciuta davvero tanto, ma avevo aspettative piuttosto alte che non sono state totalmente raggiunte. Tuttavia, la amo e la vedrò più volte. Voglio cd, dvd, e non vedo l'ora di vederla dal vivo. Belle le coreografie, le scenografie. Belle le voci. Alcuni attori mi hanno coinvolta di più, altri di meno. Bravissimi i ballerini, tutti. Opera altamente consigliata, cercando di cancellare certi pregiudizi che si hanno contro chi ha partecipato a talent.
Su questo mi permetto di fare un piccolo appunto: smettetela di condannare questi ragazzi che cercano un trampolino di lancio per realizzare il proprio sogno e lo trovano nei talent show. Potranno non piacervi questi formati televisivi, ma rispettate chi ha un sogno e lotta per realizzarlo! E smettetela di etichettarli. Non sono i Tizi di Amici o X Factor. Hanno nomi e cognomi e talenti da scoprire, ammirare, diffondere e apprezzare.
Tornando all'opera, ha delle piccole pecche, che però sono il frutto di un parere personalissimo e del mio amore immenso per la versione francese.

Insomma, lasciatevi contagiare dall'amore puro e andate a teatro, perché la tv non riesce a trasmettere le stesse intense emozioni che solo il teatro può dare. So già che piangerò un casino. Già l'ho fatto ieri, soprattutto nell'ultima scena, figuriamoci a teatro. Ahh, mi armerò di fazzoletti. Sì.


Bene, concludo questo capitolo dicendo... AMA E CAMBIA IL MONDO!


Per chi volesse vederlo o rivederlo: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5d664298-329c-470e-b899-2f9443a1a659.html

Il sito dell'opera dove potrete trovare tutte le informazioni: http://www.romeoegiulietta.it/



Direi che ho scritto troppo, immagini o altri speciali li inserirò un'altra volta! :)
Se volete commentare, mi raccomando, rispettate i gusti delle persone e si accettano solo critice costruttive. Non mortificate nessuno. Grazie.

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Parlando di ... Musical!

5/8/2013

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Approfittando di un po' di tempo senza la nipotina in giro - anche se temo che tra non molto tornerà a prendere tutte le mie attenzioni - mi rifugio nel mio piccolo "antro", perché voglio parlare di una delle mie passioni più grandi: I musicals. Sì, si torna a parlare di questo, perché sabato ho vissuto delle intense emozioni che non posso non condividere. Per chi non conosce i musicals, vi consiglio vivamente di dar loro una possibilità. Non ve ne pentirete! Non so davvero come si possa vivere senza leggere o senza andare a Teatro, senza essere colti da quei brividi sulla pelle, che rendono vivi. Io amo questi artisti meravigliosi che accendono sempre una luce incantevole nel mio cuore. Purtroppo non ho le qualità giuste per fare del musical un sogno, ma amo essere una spettatrice che si inebria di emozioni uniche e speciali. Ogni volta è sempre un'avventura speciale, gli occhi si fanno lucidi e il cuore palpita, mentre un sorriso luminoso nasce sulle mie labbra.
Ma di quale musical sto parlando? In realtà, di una moltitudine di musicals!

Lasciatevi contagiare dalla... Sindrome da Musical!


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www.manuelfrattini.com
Conoscete Manuel Frattini? No? Be', fate davvero male, perchè è uno dei più grandi artisti di Musical che abbiamo il piacere immenso di avere in Italia! Piccolino fisicamente, ma con un'energia unica! Balla, canta, recita, fa ridere ed emozionare. E' strepitoso! Ha preso parte a numerosi musicals, molti dei quali con un ruolo di protagonista. Pinocchio, Aladin, Peter Pan, Sette Spose per Sette Fratelli, A Chorus Line, Cantando sotto la pioggia, La piccola bottega degli orrori, Robin Hood sono solo alcuni dei tanti titoli in cui ha dimostrato le sue doti eccezionali! E... in Sindrome da Musical ce li presenta un po' tutti, grazie a validi collaboratori come Silvia di Stefano, Andrea Verzicco, Angelo di Figlia, Lucia Blanco ed Eleonora Lombardo (sul sito, sono presenti altri nomi, ma io mi limito a citare solo coloro che ho visto!). Artisti meravigliosi e completi che più di una volta mi hanno fatto ridere! Fantastici, davvero unici.

Ma di cosa tratta Sindrome da Musical?
E' uno show scritto in modo assolutamente ironico (preparatevi a tante risate) in cui Manuel Frattini ripercorre il proprio cammino artistico. Manuel però appare come dipendente dal suo lavoro. E' talmente entrato nei suoi personaggi, da non riuscire a dimenticarli. Si ritrova a parlare con Trilli o con una pianta pericolosa, a cantare sotto la pioggia, a trovare "una donna per me..." insieme ai suoi fratelli, a volare su un tappeto volante, a rubare ai ricchi per dare ai poveri e via dicendo! I suoi amici cercano quindi di aiutarlo, inviandolo da una psicologa un po' particolare e molto, molto buffa (meravigliosa Silvia di Stefano. Non la conoscevo, ma è stata davvero una scoperta fantastica!), nella speranza che possa tornare "normale" e abbandonare la sua dipendenza. Ma... le cose non vanno proprio per il verso giusto, perché pian piano tutti loro - psicologa compresa - vengono contagiati dalla passione per i musicals, ai quali è impossibile resistere! Tutti sono contagiati, coinvolti, pubblico compreso!
E' uno spettacolo davvero delizioso che ho avuto la possibilità di vedere in occasione della notte bianca in una cittadina a non troppa distanza da casa, e ne sono rimasta folgorata!

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Il cast
Nonostante l'ora tarda - è finito alle 4 passate del mattino! -  è stato meraviglioso. Unico. Davvero piacevole da guardare. Mi sono emozionata tantissimo, ho riso, ed è sorta una voglia in me così intensa di vedere tutti quei musicals che mi mancano, da essere irrimediabilmente contagiata.
Alla fine mi sono anche commossa. Se c'è una cosa che apprezzo e trovo unica in un cast è il legame forte che si forma e che inebria il gruppo. Credo che si formi una vera famiglia, unica e speciale. E quando uno dei membri è costretto a lasciare il gruppo - seppur per motivi meravigliosi, come un musical in Francia - si è vista la commozione e l'affetto unico che li lega. In fondo, fare musical (e non solo) significa anche instaurare un certo feeling, trascorrere molte ore insieme, creare quell'alchimia speciale che possa rendere lo spettacolo assolutamente perfetto. Amo anche questo del teatro. Perché tutto ciò che vedo, mi fa essere anche vicina agli artisti. Che poi sono persone meravigliose. Attendono i fans. Donano parte del loro tempo, nonostante la stanchezza, e rispondono anche ai messaggi (Manuel mi ha risposto subito. Che carino è!). Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerli a fine serata - o meglio nottata - perché ero con la mia nipotina di cinque anni e non potevo richiederle ancora più tempo, poverina. Ma una cosa la posso aggiungere: è stato meraviglioso vederla in prima fila, a guardare con quei grandi occhioni lo spettacolo, fino all'ultimo. Senza stancarsi, senza annoiarsi, ridendo delle battute, lasciandosi contagiare dalla musica. Amore della zia. Spero tanto di riuscire a coinvolgerla ancora di più e farle amare sin dalla più tenera età questo mondo speciale che io ho conosciuto più tardi.

Sarò ripetitiva. Parlerò troppo di Musicals. Ma io vi consiglio davvero di provare a guardarne almeno uno. Ci sono artisti meravigliosi, persone speciali, e ogni cosa è sempre realizzata al meglio. E' tutto perfetto. Assolutamente perfetto. Le storie sono emozionanti. L'alchimia tra attori/cantanti/ballerini è assolutamente divina. Si vede nei loro occhi la passione intensa per ciò che fanno, che va al di là dei soldi, al di là del vero successo. Loro AMANO ciò che fanno, e cercano di metterci l'anima, e ci riescono perfettamente. Ed io li ammiro moltissimo. E li adoro!
Il musical, le opere popolari e moderne, sono qualcosa che arricchisce, che ci fa vedere la magia del mondo, che spesso è celata ai nostri occhi.


Be', sono felicissima di aver potuto assistere a un tale show e se vi va di vederlo, se troverete altre date, ve lo consiglio. Vi lascio il promo del 2013, così capirete cosa vi state perdendo! Mentre se lo avete già visto, è sempre un piacere rivederlo!



Grazie di cuore a Manuel e a tutto il cast per le emozioni intense che mi hanno fatto vivere!
Non vedo l'ora di avere nuove occasioni per emozionarmi ancora e ancora.
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Tu chiamale se vuoi... emozioni.

19/3/2013

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Rubo le parole di Battisti per introdurre questo nuovo post sulla musica e, in particolare, su un grandissimo artista che personalmente adoro in modo assoluto. Non solo ha un talento incredibile in ogni cosa che fa, ma è anche una persona squisita, pronta a dedicare tanto tempo ai suoi fans e trasmettere emozioni più uniche che rare. Di lui ho già parlato, ma ogni volta che ho il piacere di incontrarlo, sento la necessità di lasciare traccia dei miei pensieri.
Pochi giorni fa, che ormai appaiono lontanissimi, c'è stato un evento nei pressi della mia città a cui lui partecipava ed io ho fatto di tutto per andarci. Sono poche le volte che viene qui e mi è quasi impossibile muovermi altrove, tantopiù che non ho veramente nessuno che è veramente appassionato come me di lui, e quindi ammetto che mi manca un po' il coraggio di prendere e partire. Il mio desiderio sarebbe di incontrare un giorno le altre fans, che vedo già così affiatate, e creare con loro una sorta di legame, così da trovare spazio anche nelle loro case o metterci daccordo insieme su un eventuale hotel dove soggiornare per una notte. Chissà, forse un giorno ci riuscirò o magari troverò quel coraggio che tanto mi frena nel fare le cose.
Ho scritto già molte righe, ma non ho ancora pronunciato il suo nome.
Non odiatemi, ma ancora lui entra nella mia piccola dimora virtuale, e la riempie di colore: Giò Di Tonno!


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Lui è il mio cantautore preferito, ma come ho probabilmente già detto, non è solo questo. Giò è tante cose. Attore, Cantante, Imitatore, Autore, ma è soprattutto e semplicemente Giò, un artista completo e una persona stupenda che entra facilmente nel tuo cuore, riempendolo di tante squisite emozioni, tra cui spicca la felicità. Ques'ultimo è un sentimento che non riesco a provare spesso, anzi negli ultimi mesi era un poco scomparsa, ma è bastata la sua presenza, la sua adorabile persona, a farla tornare, ad accendere il mio cuore di una nuova, strepitosa, luce; a far sorgere un sorriso sulle mie labbra e lacrime di pura gioia.

Volete conoscerlo meglio? Vi propongo un breve viaggio su di lui!

Giò nasce nel quartiere di Santa Filomena, al confine tra Pescara e Montesilvano, il 5 agosto del 1973. Il suo approccio al mondo della musica avviene già in tenera età: a 8 anni, infatti, studia pianoforte. Dopo i primi anni di studio classico, ancora adolescente, nasce in lui la passione per la musica leggera, italiana e no. In particolare è attratto dalla figura del cantautore come poeta che racconta cantando. Grazie all'ascolto di autori come De André, Guccini e Fossati all'età di 15 anni inizia a scrivere canzoni e a cantarle con diversi gruppi dei quali man mano sarà il leader; proponendo le proprie canzoni in manifestazioni e concorsi.




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Questo lo porterà una prima volta sul palco dell'Ariston, mettendosi in luce proprio a Sanremo Giovani, nel 1993, portando "La voce degli ubriachi", e che gli consente di accedere l'anno seguente al Festival di Sanremo, portando il brano "Senti uomo" che entra in finale, classificandosi decimo!





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Ma la sua avventura a Sanremo non si conclude lì. Parteciperà ancora nel 95, con la canzone "Padre e Padrone", che pur non raggiungendo la finale riscuote consensi di ascoltatori e critica.
Fino ad arrivare al marzo 2008, dove, insieme a Lola Ponce, riesce ad aggiundicarsi l'edizione del Festival, con il brano "Colpo di Fulmine" scritto per loro da Gianna Nannini!





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Dal punto di vista discografico, interessanti e importanti da ricordare sono i suoi album: Giò Di Tonno, del 1994 e Santafé del 2008! Attualmente si attende - con trepidanza - la sua ultima opera, dalla quale è stato estratto il singolo Com'è bello aspettare!
Ma altrettanto degno di interesse e sintomo della suo immenso e grande cuore, è il cd Buon NatA.I.L, ricco di cover natalizie, i cui incassi vanno all'AIL di Pescara, di cui è anche socio onorario e Testimonial.



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Ma Giò si è fatto conoscere al pubblico anche per altri motivi: il teatro e la tv!
Accanto alla musica, ha iniziato a studiare recitazione, e nel 2001 è stato selezionato da Cocciante per interpretare il dolcissimo e triste Quasimodo, nel musical/opera popolare di gran successo non solo in Italia, ma anche in tutto il mondo: Notre Dame de Paris. Le sue apparizioni sotto quelle orrende sembianze sono state più di 500, calcando i palcoscenici e i teatri italiani più importanti.
La sua interpretazione, a mio avviso e non solo mio, è stata sublime! E' entrato perfettamente nella parte e, secondo un suo simpatico aneddoto, si presentò ai provini facendo sin da subito il gobbo, tanto che Cocciante gli disse "ma sai cantare anche dritto?". Come non emozionarsi quando canta "Bella" o ancor più nel suo straziante dolore nell'atto finale di "Balla, mia Esmeralda"?. Giò riesce a far emergere il personaggio di Hugo, in tutta la sua triste solitudine di essere diverso e mostruoso, capace di amare tantissimo una donna che non prova i suoi stessi sentimenti. Ogni volta, anche a distanza di 11 anni, mi ritrovo a tremare e con le lacrime agli occhi nel vederlo e sentirlo.

Ma non è stato solo il Gobbo. E' entrato perfettamente in altri ruolo oscuri e tenebrosi, ma densi di fascino! Sfortunatamente per i primi due musicals che elencherò, non ho visto nulla o quasi, ma l'ultimo... ehhh!

Nel 2006 debutta come protagonista nella versione Italiana del musical Jekyll & Hyde prodotto dal Teatro Stabile D'Abruzzo e da Teatromusica Mamo' dove interpreta i due personaggi Dottor Jekyll e Mr. Hyde; mentre nel 2009 partecipa al musical-opera Oscuro e La strega, spettacolo ispirato alla fiaba di Marina Rossi e con le musiche di Giorgio Bernabò.

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Il 2010 è un anno molto importante. Guardì e Pippo Flora mettono in atto un nuovo importante progetto teatrale, rivisitando I Promessi Sposi di Manzoni, e oltre a ritrovare molti interpreti del primo cast di Notre Dame de Paris, Giò svolgerà il ruolo dell'odioso - quanto affascinante in questa versione - Don Rodrigo!
Le sue doti escono ancora una volta fuori, sprigionando una voce incredibile, mostrando quello che è "l'animale, il vero maschio, che Lucia dovrebbe amare". La sua ossessione per la pura ragazza è evidente, e ti trafigge il cuore. Se nel romanzo, avevo odiato quel personaggio, Giò è riuscito a fare un piccolo miracolo: ora adoro il suo Don Rodrigo!



Ma, come dicevo, è un artista completo che ha voluto seguire anche altre strade, mostrando così ogni sua qualità e tutte le sue passioni, e ogni parte della sua deliziosa anima.
Ha partecipato, lo scorso anno, a "Tale e Quale Show", programma di Carlo Conti su rai 1, vincendo tutte le edizioni possibili! O meglio, la seconda edizione del programma, più i due speciali, dando mostra del suo insuperabile talento nell'imitare ogni cantante che gli veniva dato! E' mostruoso quest'uomo, riesce a entrare perfettamente in ogni ruolo, in ogni artista e collega, con delicatezza, trasmettendo brividi profondi. Tanti sono i personaggi da lui interpretati, e tanto mi ha fatto sognare, donandomi anche quella voglia di tornare a vivere, quando il mondo era crollato.

Vi ripropongo le sue varie interpretazioni.



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Li riconoscete?



Concludendo...
Lo spettacolo che ho visto io, pochi giorni fa, era solo un assaggio di ciò che sta portando in giro per i teatri di tutta - si spera - Italia. Giò cerca di collimare i suoi tanti aspetti, dall'attore, al cantautore, all'imitatore, infarcendo il tutto con simpaticissimi aneddoti sulla sua vita e le sue esperienze, e ci fa entrare così nel suo mondo, nella sua anima, trasmettendo così tante emozioni che risulta quasi impossibile gestirle tutte. Preparatevi a ridere, a piangere, ad emozionarvi totalmente, se riuscirete a partecipare a una tappa del suo tour che ora vi mostro nei dettagli.



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"A volte GIÓ, a volte NO" Tour 2013 Partirà il 17 Marzo dal Teatro Comunale di Vicenza “A VOLTE GIÒ, A VOLTE NO”, il nuovo tour di GIÓ DI TONNO nei teatri (prodotto e organizzato dalla Raimo Produzioni e dalla Premiere Produzioni) che toccherà le principali città italiane.

Durante lo spettacolo Giò ripercorre tutte le tappe fondamentali della sua carriera...dal suo esordio a Sanremo ‘94, al grande musical Notre Dame De Paris fino ad arrivare al grande successo con la vittoria della 58° edizione del Festival Di Sanremo, in coppia con Lola Ponce. Non mancano poi tributi ai grandi artisti con i quali ha collaborato negli anni, come Riccardo Cocciante e Gianna Nannini, fino ad arrivare alle imitazioni che l’hanno portato alla vittoria assoluta del programma “Tale e quale show” di Carlo Conti con giudizio unanime di  giuria in studio e pubblico da casa.

A volte musica, a volte parole…

Perché Giò canta, suona, veste di musica le emozioni. E poi, quando meno te lo aspetti, ti butta lì un monologo brillante o gli aneddoti di una vita....

A volte si ascolta, a volte si guarda…

Perché Giò tratta la voce come uno strumento nascosto tra anima e palco.Ma sul palco scorrono anche immagini. Storie che raccontano, completano, mischiano e dipingono le canzoni.

A volte le ha scritte lui, a volte gli altri…

Già…Perché Giò è un cantautore, e il cammino scelto passa dalle parti delle cose che ha scritto. Ma ogni cantautore scopre sempre che c’è un altro cantautore che ha scritto pagine importanti ed indelebili.E allora, quando la voce va lontano, si cantano anche le canzoni che hanno tracciato il viaggio…dalla propria casa verso il mondo…passando per Sanremo…

A volte musical, a volte tv…

Perché Giò indossa i panni secolari di Quasimodo, il campanaro di “Notre Dame De Paris”, di Dr.Jekyll e Mr.Hyde, del cattivissimo Don Rodrigo, e fa rivivere l’attimo fuggente in cui il musical ha portato le voci tra le storie di amore e morte.E poi… E poi cambiano ancora le sembianze, volano leggerezze…e sul palco arrivano altri artisti…Imitati con garbo, omaggiati con rispetto…Dalla voce e da ogni dettaglio…incredibilmente “Tale e Quale”.

Insomma…

A VOLTE GIÒ, A VOLTE NO

 

INFO: (Prese dal sito della Raimo produzioni!)

RAIMO PRODUZIONI: 06.97617021 - [email protected]   

PREMIERE PRODUZIONI: 0574.582425 – [email protected]


Vicenza è già andata, purtroppo, ma potrete trovarlo al Teatro Politeama di Prato il 4 Aprile, al Teatro Massimo di Pescara il 20 Aprile, e al Teatro dei Marsi di Avezzano il 27 Aprile. Per altre tappe, vi terrò informati!
Insomma che aspettate? Lasciatevi introdurre nella sua anima e non ve ne pentirete. Giò è una persona più unica che rara, con un grande talento, una deliziosa sensibilità, e un amore intenso per ogni cosa che fa.

Un mio ultimo pensiero su di lui, e poi concludo davvero:


 

"Mi sembra di aver fatto solo un sogno meraviglioso, ma quel sogno era realtà. Mi sono addormentata con un sorriso e con una miriade di emozioni nel cuore, prima tra tutti la FELICITA’. Un sentimento che non provavo da molto tempo.

Io credo che gli Angeli siano anche sulla terra e si nascondano tra noi mortali. Credo però che alcuni si mostrino, e Giò per me è un angelo, davvero. Con la sua musica, la sua voce sublime, la sua umiltà meravigliosa, riesce sempre a spingermi ad andare avanti. Inconsapevolmente è la cura alla mia tristezza, la forza che mi serve per vivere, e non soccombere alla tristezza che la realtà e le persone senza cuore spesso ci offrono."



GRAZIE DI CUORE, ANGELO DAGLI OCCHI VERDI!
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Pensieri e Rubriche

10/3/2013

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Buona domenica a tutti!
Lo so, ho trascurato un poco questo blog, lavorando molto di più sui miei adorati amici libri, ma ora spero di recuperare almeno un minimo. In questi giorni avevo mille post in testa da riportare qui, ma non ho avuto il tempo né il modo. Avrei voluto parlare di film, della festa della donna e dei miei pensieri a riguardo, ma le ore sono volate via e non ho potuto bloccarle in modo tale da scrivere rispettando i giorni. Ora non so quanto mi convenga scrivere a riguardo, soprattutto di quella festa importantissima, ma vedremo. Non sto attraversando un momento facile, come sempre negli ultimi mesi del resto. Ogni giorno sembra quasi di dover lottare per arrivare vivi alla fine. Forse è proprio così per tutti, ma è brutto quando a remarti contro - seppur non volontariamente ma a causa dei caratteri - è proprio chi ti sta più vicino. Sono questi i momenti in cui mi sento davvero sola. Non sono compresa. Mi fanno sentire davvero una pecora nera. Ma è colpa mia se ho altri interessi che non collimano con la maggior parte delle persone? Lo so che uscire è importante, ma odio essere vista male se amo leggere molto, se passo del tempo al pc (che poi in relazione a tanta altra gente non ci sto poi tanto), e non è ugualmente colpa mia se faccio fatica a trovare nuovi amici e se non mi sento pronta. Vorrei solo essere compresa ed essere avvolta da una maggiore sensibilità da parte di chi mi è vicino. Ma basta parlare di me, anche perché entro troppo nella sfera personale e non voglio accusare nessuno. Le persone che ancora mi circondano, sono quelle verso le quali nutro davvero un forte affetto, forse è per tal motivo che soffro se non mi comprendono appieno.

Intanto aggiorno le mie rubriche, lasciate alla polvere da un po' troppi giorni.


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Giorno 12 - una canzone della band che odi

Non c'è una vera e propria band che odio. Certo, ci sono cantanti/band che non apprezzo e per questo non ascolto, quindi non posso conoscere tutte le loro canzoni. Più che una band, sono tanti i cantanti che mi irritano: da Marilyn Manson (che mi fa anche piuttosto schifo a guardarlo), a Fabri Fibra (non mi accennate neanche lontanamente le sue canzoni!), a Gigi D'Alessio (pietà!), a PSY (e basta con sto gangnamcoso o come si chiama)... ce ne saranno sicuramente altri, ma ora non li rammento.
Di band, quindi, non lo so. Potrei dire questi gruppetti emergenti per i quali le ragazzine impazziscono, ma in verità non ho ascoltato le loro canzoni e, a parte alcuni giudizi personali più sulle ragazzine che sui gruppi in sè (ma come si fanno a idolatrare degli "artisti"? Ma dai... ok ammirare, essere fan e tutto, ma considerarli IDOLI. Mah), non saprei dire se sono da apprezzare o meno.
Tutto sto casino per dire che non ho una canzone da inserire e, anche se ce l'avessi, non la posterei qui. Ecco. Se li odio (parola esagerata), perché devo inserire una canzone nel mio spazietto personale! (se seh, in realtà non ho trovato la canzone, ma shhhhhhh!)




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Giorno 12 - Un film nel quale ti sarebbe piaciuto recitare o dirigere


Azz, questa è una domanda davvero difficile. Direi tutti i film che ho maggiormente amato, ma... facendo un rapido calcolo dei film che proporrò con le prossime domande e non volendo mettere sempre gli stessi (anche se sono tentata), direi...
Grease.
Avrei voluto proporre tanti altri film, soprattutto quelli in costume, riferiti a epoche passate, per indossare quegli abiti sublimi che tanto amo. Stare alla corte del Re Sole, o nell'Inghilterra Elisabettiana, ma... non sapendo decidere, opto per un musical che ho tanto  apprezzato sin da piccola, e che continua a vedere e rivedere e mi ha fatto innamorare di John Travolta, oltre che vivere in quegli anni. (sì, sono nostalgica di diverse epoche passate, eh.)
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Les Misérables: emozioni e lacrime!

1/2/2013

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Ieri, dopo una lunga attesa, è uscito al cinema "Les Misérables", rappresentazione cinematografica di uno - se non il - dei musical più importanti e conosciuti al mondo, nonché del romanzo storico di Victor Hugo.
Dopo mesi e mesi che cercavo informazioni e mi dovevo accontentare di trailers e clips, non potevo non andare subito a vedere quello che sentivo doveva essere assolutamente un capolavoro e le mie aspettative non sono state disattese: è davvero un grandissimo film, un capolavoro assoluto che merita di essere visto e rivisto!

ATTENZIONE: SE NON AVETE LETTO MAI IL LIBRO DI HUGO, E NON SAPETE PROPRIO NULLA SUL MUSICAL, POTREBBERO ESSERCI SPOILERS! IO VI HO AVVISATI!

Siamo nella Francia dei primi anni dell'800 e protagonista è Jean Valjean (Hugh Jackman), un ex galeotto - arrestato per aver rubato un pezzo di pane per uno dei suoi nipotini - e che ha scontato la sua pena di 19 lunghi anni ed ora può liberamente uscire, pur sempre sotto il perenne controllo della polizia parigina, con a capo l'implacabile Javert (Russel Crowe) con la sua assurda ossessione di far rispettare la legge, e il suo pensiero in base al quale chi è stato arrestato non potrà mai cambiare: se hai rubato, continuerai a farlo per sempre.
Jean Valjean cerca di ritrovare una vita, ma la sua condizione di ex galeotto non lo aiuta, e lo riduce ad essere continuamente un miserabile, l'ultimo della società, denigrato e tenuto fuori da tutto e tutti. Questa mancanza di amore e di compassione, spingeranno l'uomo a provare un tale odio e una rabbia assurda, fino a quando non incrocierà nella sua via il Vescovo di Digne (Colm Wilkinson, Jean Valjean nella versione teatrale!) che lo aiuterà a cambiare, a comprendere cosa sia l'amore, la speranza, il credo profondo nella volontà e nell'aiuto di Dio. Jean Valjean, in realtà, inizialmente non comprenderà nulla di ciò, ma ruberà l'argenteria dell'uomo di chiesa e verrà di nuovo fermato da dei gendarmi ma, a sorpresa, il Vescovo non lo accusa di furto e anzi gli donerà anche due candelabri, e lo inviterà a modificare la sua vita, ad espiare la sua colpa e il suo modo di essere.
Da questo importantissimo e fondamentale incontro, Jean Valjean riuscirà a cambiare la  sua vita. Non sarà più il Galeotto appena uscito di prigione, cambierà nome e diventerà il sindaco di una città che prospererà grazie alla sua opera.
L'ombra di Javert, però, non ha cessato di oscurare la sua vita. I due si rincontreranno e nel primo s'insinueranno dubbi sulla vera identità, dubbi che diventeranno realtà quando, Valjean, nel tentativo di aiutare un pover uomo accusato di essere lui stesso, rischierà la pena. Questo darà inizio a una continua fuga, ma la sua vita sarà costellata anche da una dolce gioia: Cosette (Isabelle Allen), una bambina ormai rimasta orfana, maltrattata e "custodita" da due locandieri miserabili che sin dalla più tenera età la usano come serva. Cosette è la figlia di Fantine (Anne Hathaway), una donna sola che, non potendo crescere in modo adatto sua figlia, la lascerà ai due coniugi Thénardiers, nella speranza - illusoria - di poterle garantire una vita migliore almeno fino a quando non avrà abbastanza soldi per riprenderla con sè. Ma la poveretta non saprà che quei due sono dei truffatori che faranno leva sulla malattia - finta - della bambina per farsi dare quanti più soldi possibili. Questa situazione, oltre alla cacciata dal posto in cui lavorava in maniera onesta, la condurranno a cadere sempre più in basso: le verranno tagliati i lunghi e bei capelli, tolti i denti, e diventerà presto una prostituta di basso borgo, fino a quando l'intervento di Valjean la porterà via da quel posto, ma la sua vita sarà breve. Valjean le giurerà di proteggere per sempre Cosette, ma, proprio dopo la morte della poveretta, tornerà Javert che cercherà di arrestare Valjean, senza buon esito.
Valjean raggiungerà i Thénardiers, porterà via con sé la piccola Cosette e, sempre in fuga da Javert, si ritroveranno in breve tempo all'interno di un convento dove riusciranno a trovare tranquillità per diversi anni.

La scena poi si sposta sulla Parigi in procinto di rivoltarsi contro il nuovo re, una nuova rivoluzione per contrastare le misere condizioni del popolo. Ragazzi, studenti, ma anche bambini che saranno animati da una vera e propria volontà di volere il meglio, di ribellarsi a una misera condizione. E tra questi, oltre al carismatico Enjolras (Aaron Tveit, che personalmente ho adorato!), incontriamo Marius (Eddie Redmayne), altro personaggio chiave della vicenda. Egli, infatti, incrocierà lo sguardo di Cosette (Amanda Seyfried) e tra loro sorgerà ben presto l'amore, a discapito della povera Eponine (Samantha Barks), figlia dei Thénardiers (Helena Bonham Carter e Sacha Baron Cohen) e abituata al furto e alla strada - essendo caduti anche in disgrazia - che è innamorata di lui; ma capirà presto di essere sola in quel sentimento, di non essere ricambiata nonostante sia pronta a fare di tutto per lui, anche a donare la sua vita per proteggerlo.

Amore. Fuga. Morte. Lotta. Speranza.

Pian piano la rivoluzione scoppia, ma le cose - almeno inizialmente - non andranno per il verso giusto. Molti rivoluzionari - in realtà il numero di persone che si sono dati alla rivoluzione era assai esiguo - perderanno la vita, tra i quali il piccolo Gavroche (splendidamente interpretato dal piccolo Daniel Huttlestone), una delle scene più strazianti della storia.

Ma alla fine l'amore trionferà, e... la scena finale non può non far piangere.



Questa, a grandi linee, è la trama, ma quali sono le mie emozioni a riguardo?
Be', ero partita piena di aspettative, certa di non esserne delusa. Amo immensamente i Musicals e quando ho sentito che stavano realizzando un adattamento cinematografico di un'opera simile, con un cast così eccezionale, non ho saputo resistere.
Le mie aspettative non sono state deluse, solo un piccolo neo ho trovato di cui parlerò dopo.

Les Misérables è un'opera semplicemente meravigliosa. Alle prime note già rischiavo di piangere, ma ho cercato di lottare contro le lacrime, anche se in molte situazioni è stato un tentativo davvero arduo. Poi, nel finale, hanno vinto loro: ho pianto come una fontana, non riuscivo a non farlo, a gestirle. Era troppo. Non svelo nulla, perché non vorrei esagerare con gli spoilers, ma vi dico che merita davvero e che è impossibile non emozionarsi.
Le canzoni le avevo già sentite sul web, sfortunatamente non ho potuto mai assistere a una rappresentazioni teatrale, ma sono davvero deliziose. Una colonna sonora da urlo, pregna di emozioni intense, di brividi sulla pelle e un cuore che palpita incessantemente.
Simili emozioni le avevo provate solo - o soprattutto - con un'altra opera di Victor Hugo, proposta da Riccardo Cocciante, in Italia: Notre Dame de Paris.
Questo film, diretto da Tom Hooper, coniuga la bellezza del cinema con l'intensità del teatro. Certo, per chi non gradisce i musicals (come fate?!?!?) potrebbe risultare un po' "pesante", essendo quasi del tutto cantato, ma per gli amanti del genere non può non essere visto!

Passando ai protagonisti, citerò in ordine di apprezzamento, anche se li ho adorati più o meno tutti!



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Anne Hathaway merita l'oscar con questa sua interpretazione! Non ha unicamente una voce favolosa, che io sinceramente non conoscevo, ma è riuscita così profondamente ad entrare nel personaggio di Fantine, da straziare il cuore. Qui la sua bellezza lascia il posto all'animo sofferente di una donna che, per salvare la sua bambina, è disposta a fare di tutto, cadendo miseramente sempre più in basso, riducendosi ad essere una prostituta, a perdere i suoi bei capelli, e i suoi denti.
E' una ragazza che ha amato, si è illusa di essere riamata da un uomo che l'ha solo usata e poi abbandonata in un angolino, a badare da sola alla sua piccolina. Fantine è un angelo che lotta per il suo amore, e che rimane sempre al fianco di Valjean e della sua piccola Cosette.
Se non le danno l'Oscar, giuro che vado in America e ammazzo tutti! Insieme a Natalie Portman, entra a diritto tra le mie attrici preferite! Ora non ho più alcun dubbio!
I dreamed a dream è sicuramente la canzone che resta più impressa!

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Samantha Barks interpreta un'Eponine forse un pochino diversa dal solito. Nel libro non è così amorevole, ma in questo adattamento è facile entrare nel suo cuore, capire le sue emozioni e rattristarsi con lei. E' la prima figlia dei Thénardiers, in questo adattamento sembra essere anche l'unica, e si ritrova a divenire presto una miserabile. Obbligata dal padre a truffare le persone, a rubare, conosce bene la strada, e si innamora ben presto di Marius, il giovane aristocratico che lotta con i rivoluzionari, ma da lui verrà sempre e solo vista come un'amica. Il suo dolore per l'amore non ricambiato è ben espresso nella canzone che la identifica perfettamente, On my Own, una delle mie preferite! Ascoltare le sue parole mi ha fatto sentire molto affine a lei. Lei fa di tutto per un uomo che però non l'amerà mai e, oltre ad aiutarlo a ritrovare Cosette, morirà anche per proteggerlo. Intensa, meravigliosa. Mi ha donato tantissime emozioni!

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Hugh Jackman è uno strepitoso Jean Valjean! A mio modesto avviso è riuscito a fare un grandissimo lavoro ed è entrato perfettamente nella parte. La sua capacità espressiva, ma anche la sua voce, hanno espresso alla perfezione i sentimenti del protagonista. La sua rabbia per una sorte ingiusta, avendo semplicemente rubato del cibo per il suo nipotino affamato, il suo desiderio di ritrovare una vita e la pace, grazie anche al Vescovo di Digne che lo spinge a mutare. Il suo amore per Cosette, per la quale diventa come un vero padre. Il suo desiderio incessante di proteggerla e la sua tristezza nel doversi allontanare da lei, per non destare scalpore qualora si scoprisse la sua vera identità, ma anche per consentirle una vita felice e migliore. La sua promessa a Fantine alla fine è realizzata. E' tra i personaggi che più entrano nel cuore, il protagonista sì, ma un uomo fatto di luci ed ombre. Un uomo magnifico, interpretato magistralmente da questo grande attore al quale spero sia dato l'oscar!
La canzone Suddenly - scritta appositamente per il film - è adorabile!

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Isabelle Allen
Questa creaturina appare poco nel film, ma lascia una traccia indelebile nei cuori. Appena compare il suo visino sporco e triste e inizia a cantare, subito capisci che è lei! Sì, lei è la piccola Cosette! Una bambina alla quale viene negata la gioia dell'infanzia. Trattata come schiava quasi, senza una madre, senza un padre, con il desiderio di giocare che viene spento da quegli orribili adulti senza cuore. Ma poi, nel buio di un bosco, compare la sua luce: Jean Valjean, un uomo dall'aspetto maestoso ma dal cuore dolce, che la prenderà con sé e la tratterà come una vera figlia, donandole tutto ciò che è possibile!
Questa piccola attrice è meravigliosa, esprime una dolcezza incredibile, e la sua vocina sembra quella di un angelo. E' adorabile! Castle on a cloud è la sua canzone!

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Daniel Huttlestone, bambino favoloso! E' il perfetto Gavroche che tanto ho amato nel libro e che amo ancor di più in questo adattamento cinematografico. Monello, figlio della strada, ha un cuore meraviglioso e una determinazione tale da essere un esempio per i giovani rivoluzionari. La sua intraprendenza e la sua voglia di perorare la causa della rivoluzione gli costerà caro.
Io lo adoro immensamente! E quanto ho pianto per lui!
Lo troviamo nella canzone Look Down (non quella iniziale, ovviamente) e in altre ancora!

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Amanda Seyfried e Eddie Redmayne
Amanda è una dolcissima e bellissima Cosette cresciuta. Ragazza che si chiede la verità sul conto del padre, spuntato così all'improvviso nella sua vita, e il cui amore va a lui ma anche al bel Marius.
Marius, aristocratico che rinuncia alla sua eredità per la rivoluzione, la intravede per caso, e se ne innamora - ricambiato - perdutamente.
Si trova a dover decidere tra i suoi fratelli rivoluzionari e il suo amore, ma quando crede che lei se ne sia andata, è disposto anche a morire, giacché lei era tutto per lui.
La canzone A Heart full of love introduce il loro amore, un cuore colmo di amore ricambiato.
Ma Eddie Redmayne mi ha decisamente emozionata con il brano: Empty chairs at empty tables, nel quale si dispera per il sacrificio dei suoi amici, per la loro morte  e la loro assenza. E' tristissima.

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Russel Crowe mi ha notevolmente stupita! Forse ha una voce che rende meno rispetto agli altri, ma è entrato perfettamente nella parte dell'odioso Javert.
L'ispettore di polizia fissato con la giustizia vista però in maniera distorta e con l'idea che nessuno possa cambiare nella vita. Se sei un malfattore, lo rimarrai sempre, per lui.
Alla fine però, di fronte agli atteggiamenti benevoli di Valjean, capirà di essersi sbagliato e la sua fine sarà ovvia.
Tra le sue canzoni, forse Stars è quella che vorrei citare!
Complimenti a lui, davvero, non pensavo che potesse essere adatto a un film del genere, ma mi sono ricreduta in positivo!

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Aaron Tveit,  un perfetto Enjolras! E' lo studente a capo della rivoluzione, determinato e carismatico, riesce a coinvolgere anche il pubblico, tanto da sentirsi parte del popolo e voler andare con loro a difendere i propri diritti, ad avere una vita migliore e non più miserabile!
Il re è tornato, ma la vita per i parigini è di nuovo orrenda, ci vuole un'altra rivoluzione, e lui è tra quelli che ci crede in maniera più ferma e decisa. Ma, in apparenza, il loro sembrerebbe un sacrificio inutile... ma dalle loro morti, si accenderà la fiamma della vera rivoluzione che avverrà anni dopo!
Mi è piaciuto tantissimo, mi ha coinvolta ed emozionata fino alle lacrime!
Do You Hear The People Sing? e Red And Black - The Abc Cafe sono le canzoni che a mio parere lo identificano!

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Helena Bonham Carter e Sacha Baron Cohen
Veniamo al punto dolente. Premettendo che adoro immensamente questi due attori, in modo particolare lei, qui non mi sono piaciuti. O meglio, i loro ruoli li ho già visti. Avete presente Sweeney Todd? Ecco, mi sembrava di vedere i personaggi da loro interpretati in quel film/musical, e no, non ci siamo! Per me non sono entrati perfettamente nella parte dei Thénardier, coniugi senza un briciolo di cuore, che vogliono unicamente truffare e non ci mettono due volte ad uccidere qualcuno o sfruttare innocenti.
Mi hanno anche fatto ridere tra le lacrime, ma non mi hanno convinta per nulla. Un vero peccato.
Però, ovviamente è solo un mio parere eh!
Master of the House è sicuramente la loro canzone!

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Una menzione speciale va a Colm Wilkinson, Jean Valjean nell'opera teatrale, che qui interpreta in maniera magistrale il Vescovo di Digne, che con il suo cuore puro e colmo di luce, aiuterà Valjean a seguire un'altra strada, a redimersi e trovare quella pace e quell'amore che prima non conosceva.
A mio avviso è stato perfetto!
E' stata davvero una scelta meravigliosa introdurre in quest'opera alcuni attori che hanno già svolto ruoli nel musical teatrale!






Dal punto di vista tecnico non posso dire nulla, non avendo studiato attentamente il cinema. Un pochino gli stacchi evidenti mi hanno dato fastidio, ma nulla di più.
E' un musical/film davvero meraviglioso che consiglio a tutti!


Non vedo l'ora di avere DVD e CD, così da fissarmi con quest'altro musical, per la gioia delle persone che mi stanno intorno! Ahahah!


Andate a vederlo!








Vi lascio alcuni link, ma su youtube troverete molto altro ancora!

http://youtu.be/NePnKqn1Re8
http://youtu.be/jo2-lXujl4g
http://youtu.be/syhXHht79oQ
http://youtu.be/anrWp0SCB9E
http://youtu.be/cgYmrZzfAm4

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Parlando di... Musicals!

28/1/2013

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Jesus Christ Superstar

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Tra i tanti Musicals che ho visto, Jesus Christ Superstar è sicuramente uno dei più emozionanti.
E' un'opera particolare, un film del 1973 diretto da Norman Jewison, trasposizione sul grande schermo del musical omonimo di Tim Rice, autore dei testi, e Andrew Lloyd Webber, autore della musica. Narra l'ultima settimana della vita di Cristo prima della morte per crocifissione. Ci mostra l'aspetto più umano di Gesù, piuttosto che quello divino. Ci fa entrare così più a contatto con lui, non mostrandolo unicamente come mera divinità da adorare e alla quale rivolgersi con le preghiere quando ne abbiamo il bisogno.
Entriamo a contatto con il suo dolore, le sue paure umane per ciò che è destinato a compiere: essere l'agnello da sacrificare per salvare l'umanità intera dal peccato, subire una sofferenza mostruosa, ed  essere condannato a una delle morti più tremende della storia.

I personaggi che più amo di quest'opera sono Giuda e la Maddalena. Sono caratterizzati entrambi da luci e ombre, e riescono a trasmettere grandi emozioni oltre che spunti di riflessione.

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Giuda mi fa pena. E' sempre visto come il traditore al quale addossare tutte le colpe per la morte e la passione di Cristo, ma analizzando in maniera più approfondita la sua figura, è facile domandarsi perché debba essere così condannato: lui, in fondo, compie solo un atto voluto da Dio stesso, in quanto tutto ciò che avviene è già stato scritto.





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La Maddalena mi trasmette una tenerezza incredibile. Lei ama Gesù dal momento in cui lui l'ha salvata e non l'ha vista unicamente come una meretrice da condannare a morte, inoltre la sua canzone I Don't Know How To Love Him [Non so come amarlo] è la mia preferita.
Mi trasmette una miriade di emozioni, ogni volta che la ascolto sento affiorare le lacrime, mentre il mio cuore si stringe. Lei è innamorata di una persona che non potrà mai veramente avere. Lui è il figlio di Dio, condannato a morire presto per mano degli uomini, per la loro stessa salvezza, come agnello sacrificabile.
Lei s'invaghisce così profondamente di lui, ma allo stesso tempo non sa come amarlo, come comportarsi con lui.


Purtroppo non avendo studiato perfettamente nè il cinema nè la musica in generale, non posso entrare nello specifico, nei dettagli strettamente tecnici, ma è sicuramente un musical da vedere e rivedere, senza stancarsi mai, ed emozionandosi ogni volta come se fosse la prima.

Vi lascio con la canzone che ho citato prima.


Il Fantasma dell'Opera

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Il Fantasma dell'opera è un musical di cui avevo tanto sentito parlare, ma che non avevo mai avuto occasione di vedere. Solo recentemente, complice il palinsesto televisivo del periodo natalizio, sono riuscita a guardare la versione del 2004 con Gerard Butler, Emmy Rossum e Patrick Wilson come protagonisti e, anche se purtroppo non ho potuto donare una completa attenzione, mi ha trasmesso emozioni molto positive. Amando l'elemento tragico in una storia d'amore, il teatro, ma anche il diverso, disprezzato per il suo aspetto fisico ma avente delle vere emozioni, mi è entrato sicuramente nel cuore.
Subito dopo la visione, ho acquistato l'ebook e non vedo l'ora di leggerlo per comprendere appieno le differenze e somiglianze tra libro e film.
Sicuramente quando si presenterà l'occasione, cercherò di rivederlo nella speranza di poterlo fare circondata dal silenzio, per capirlo a fondo, e non essere distratta in alcun modo. E' sicuramente un'opera da vedere e che consiglio vivamente.
Deliziosa, davvero.

La storia (info prese da wikipedia)

L'opera si apre con un'asta pubblica nell'Opera Populaire di Parigi, dove si stanno vendendo dei pezzi di antiche scenografie.

Due anziani signori, il visconte Raoul de Chagny e Meg Giry, stanno assistendo all'asta quando il battitore chiama l'articolo 665, un carillon con sopra una scimmietta risalente all'epoca in cui loro due, l'uno allora giovane mecenate del teatro, l'altra ballerina di prima fila, lavoravano nel teatro e sentivano parlare della leggenda del Fantasma e delle sue strane azioni.

Con un flashback si passa nel 1870, nel teatro dell'Opera Populaire, proprio durante le prove generali dell'Annibale interpretato dalla cantante italiana Carlotta Giudicelli e dal cantante Ubaldo Piangi. Il Fantasma dà il benvenuto ai nuovi gestori del teatro, Andrè e Firmin, e fa innervosire Carlotta, che abbandona il posto. A rimpiazzare la famosa cantante viene chiamata la giovane ballerina Christine Daaè, figlia orfana di un violinista che, aiutata da un maestro a lei sconosciuto che si rivelerà poi essere il fantasma stesso, canta la famosa aria Pensami come se fosse una cantante professionista. Christine crede che il fantasma sia un angelo della musica inviato dal padre defunto per insegnarle l'arte del canto. Il successo le arride immediatamente e Raoul, padrone del teatro e amico d'infanzia di Christine, invita a cena la giovane ma questa viene chiusa nel suo camerino dal Fantasma che la conduce successivamente nel suo antro, che si trova nei sotterranei del teatro, e le dedica la celebre aria Music of the Night. Christine è contemporaneamente soggetta al fascino sensuale del fantasma e all'amore ingenuo per Raul.

Christine ritorna e il Fantasma la vuole come protagonista de Il Muto, ma i gestori del teatro si ostinano a far cantare la Giudicelli. Il fantasma, spazientito, la costringe quindi a lasciare nuovamente la scena.

Christine vuole fuggire, ma Raoul la utilizzerà come esca per tendere una trappola al Fantasma durante l'allestimento del Don Giovanni Trionfante. Il fantasma, che viene smascherato e si rivela una creatura dall'aspetto orrido (presenta delle ustioni), rapisce Christine: l'uomo, a causa di una deformità del viso, si era costretto a vivere nei sotterranei dello stabile non volendo rinunciare, però, all'amore della sua vita, ossia il teatro. Nel corso della vicenda imprigiona anche Raoul ma, per amore della ragazza, lascia andare i due giovani alla loro vita e si dà alla fuga.

Il film si conclude con il visconte che porta sulla tomba di sua moglie Christine un carillon a forma di scimmietta vestita da persiano (filo conduttore della storia) e trova una rosa rossa listata a lutto (simbolo, insieme alla maschera bianca, del Fantasma) e l'anello che quest'ultimo le aveva donato ma che ella aveva restituito prima di lasciare il suo regno oscuro insieme a Raul: il Fantasma vive ancora, e nemmeno la morte può mettere fine al suo amore per Christine.



Infine, vi lascio con uno dei tanti pezzi incredibilmente emozionanti del musical!
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