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Giorno 15!

6/4/2013

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Aprile dolce dormire... quanto è vero questo detto! Ho sempre sonno, sia che dorma molto, sia che dorma il giusto e la cosa non mi fa impazzire. Inoltre la primavera sembra tardare: ci sono mattinate in cui il sole sembra illuminare la terra con il suo piacevole tepore, e poi nuvoloni minacciosi lo oscurano tristemente. Non amo molto questo mese, forse perché ogni anno è successo qualcosa che mi ha fatto male, e tremo di fronte a quello che potrà succedere. Oddio, un piccolo neo c'è già stato: il mio smartphone ha deciso di andare in tilt e dovrò farne a meno per almeno 20 giorni, e la cosa mi irrita alquanto. Tuttavia, non voglio sembrare una persona troppo materialista. Attenderò e speriamo bene. Per fortuna ho ancora la garanzia!
In questi primi giorni del mese ho cuore e testa in tumulto. Sarà l'idea della primavera che porta amore e rinascita, saranno i mesi di solitudine, ma ogni volta che incrocio lo sguardo o scambio qualche parola con ragazzi carini, mi sento come un'adolescente di fronte alla sua prima cotta. Mi vergogno un po' a dirlo, insomma, ormai penso di essere adulta - dovrei esserlo, ma mi sento spesso ancora bambina e forse lo sarò in parte in eterno! - e non dovrei lasciarmi andare a pensieri che possano nuocere al mio cuore fin troppo ferito. O forse, un'altra parte di me sostiene che devo prendere la vita con più leggerezza. La verità è che io ho paura. Ho il terrore di non riuscire a prendere le cose con leggerezza, ho paura di innamorarmi di nuovo, in modo così profondo e restare ferita, per l'ennesima volta. Quando si dona tanto e si rimane delusi, non è facile aprirsi di nuovo al mondo. Tanto più che non penso di essere capace di "divertirmi" semplicemente, e chi vivrà vedrà.
Vedremo cosa la vita mi darà e spero che le scelte che farò mi porteranno a essere felice, perché lo merito.
Le ferite nel mio cuore non si sono ancora cicatrizzate. Oggi sono dovuta andare in uno dei luoghi che più mi ricordano il mio ex, e ci rivedevo lì, allegri e innamorati - perlomeno io - e il cuore si è fermato. Sentivo gli occhi farsi umidi e il solito "Perché?" è affiorato sulle mie labbra. Però, non importa, devo solo far svanire quelle immagini e andare avanti...

Andiamo avanti, dunque! Vi va di conoscere le prossime risposte alle rubriche?
Sono pronta, anche se non è stato facile per nulla e ancora sono dubbiosa sulla domanda relativa ai film, ma amen!




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Giorno 15 - Un film al quale vorresti somigliasse la tua vita
Ecco, questa è la domanda alla quale non saprei rispondere. Ce ne sono tanti, o forse nessuno.
Alla fine ho optato per un film dove la fiaba s'intreccia alla realtà, dove il vero amore arriva nella vita della protagonista, dopo che il suo cuore ha errato nella prima scelta, e la riempie di una luce intensa. Perché, dove c'è amore splende sempre il sole!
Il film in questione è... Come d'Incanto!
Vorrei avere una vita che sia un misto di realtà e magica fiaba - non quelle originali che non sono proprio dolci! -; una vita dove finalmente possa trovare il vero amore, che possa rendermi realmente felice, senza più sofferenza.
ps. Forse la Walt Disney mi fa sognare e illudere davvero troppo!
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Giorno 15 - una canzone che ti descrive

Occhi da orientale che raccontano emozioni
sguardo limpido di aprile di dolcissime illusioni
tutto scritto su di un viso che non riesce ad imparare
come chiudere fra i denti almeno il suo dolore


Occhi da Orientale, di Daniele Silvestri.

Perché? Tutti mi hanno sempre detto che la forma dei miei occhi ricorda quella degli orientali, ma poi il colore biondo dei miei capelli fa comprendere quanto io non appartenga a quel popolo. Questa canzone comunque la sento piuttosto mia.

Adoro i miei occhi - uno dei pochi aspetti che apprezzo di me - e penso che siano davvero capaci di raccontare emozioni pure e limpide, se solo l'altro si soffermasse a guardarli veramente, in profondità.

Vi lascio il video della canzone!










Alla prossima! Buon Weekend! :)
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Una Stella di fine settembre.

30/9/2012

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Stella non trovava molto difficile accettare la situazione. Dopo quasi un mese aveva ormai compreso che tutto fosse realmente finito. Svanito come neve, come un sospiro nel vento. Certo, si chiedeva come potesse scomparire così in fretta l'amore dal cuore di un uomo, ma non c'erano state altre parole, né tentativi di rimediare al male fatto.
Non c'era più posto nella vita di colui che aveva amato e ancora amava perdutamente.
Lei era consapevole che sarebbe finita. L'aveva sempre saputo. Ogni volta che lui tornava nel suo mondo, tra i suoi amici, avvertiva come un altro subentrare al suo posto. Un altro ragazzo che non riusciva a comprendere. Distante. Lontano. Un ragazzo che la poneva in secondo piano, anche se lui non lo riteneva vero.
Stella sapeva che sarebbe finita, perché non poteva essere la sola a lottare. Stella sapeva che quelle paure che l'avevano spinta ad aggredirlo verbalmente in modo per nulla carino, erano sintomo di qualcosa di reale. Lui si stava allontanando. Un'altra avrebbe potuto prendere il suo posto, come se nulla fosse. Il solo pensiero la uccideva, ma sentiva anche che non sarebbe accaduto subito dopo la fine, no? Altrimenti sarebbe caduto anche l'ultimo barlume di fiducia; e si sarebbe domandata con chi fosse stata per quei lunghi anni. No, lui non poteva farle questo; ma a distanza di quasi un mese Stella non si sentiva neanche un mostro per avergli rivolto mali parole, perché le sue sensazioni avevano sempre un briciolo di verità.

Stella stava imparando ad accettare la situazione, nonostante il mondo le remasse contro ricordandole ogni singolo momento tutti i momenti passati con lui. Bastava una parola, un odore, un'immagine, un film, un libro o altro ancora per rammentarle il passato, il suo volto, quello che aveva perso. E il cuore veniva trafitto fino a sanguinare. Sembrava come se tutti volessero abbatterla ogniqualvolta aveva la parvenza di farcela, di riuscire a piccoli passi ad andare avanti e ritrovare il sorriso. Ogni volta che sembrava aver dimenticato, puff, qualcuno le faceva affiorare ricordi che dovevano essere obliati.
Ma Stella aveva compreso una cosa: i ricordi non possono essere dimenticati. Anche se avesse lottato con tutta se stessa per seppellirli in una parte profonda e nascosta del suo essere, sarebbero riaffiorati quando meno se lo aspettasse, e il dolore l'avrebbe colpita con violenza inaudita. Doveva solo darsi tempo. Già, il tempo. Dicono che sia la cura di tutti i mali. Il tempo, forse, le avrebbe permesso di ricordare senza più soffrire. Non doveva smettere di ricordare, bensì cancellare il dolore che quei ricordi potessero donarle.

Il problema era un altro.
Ora che tutti i suoi sogni erano svaniti, doveva riniziare da zero. Aveva così fantasticato sulla sua vita futura, che nel momento in cui era stata duramente abbandonata e umiliata, tutto era svanito. Aveva sognato una nuova città dove vivere. Una famiglia con lui. E ora? Doveva semplicemente ricostruire da zero il suo presente e porre le basi per un nuovo futuro; magari più vicino a suoi genitori, in una città che doveva imparare ad amare veramente. Non sarebbe più volata lontana, solo per lui.
Questa era la cosa più difficile da fare: dipingere quella tela nera nella quale lui l'aveva avvolta con tanti, nuovi, piacevoli colori. Creare una nuova Stella, più forte, capace di andare avanti da sola.
Aveva letto molto. Tutti sostenevano che l'uscire con gli amici avrebbe sortito l'effetto di dimenticare in fretta e passare oltre; ma quando le amicizie non esistono - perlomeno vicino -? Lei era sola, doveva farcela con le sue stesse forze, ma era anche consapevole - e sorrideva al pensiero - che se ne fosse uscita, l'avrebbe fatto da sola, a differenza di lui che già si divertiva con i suoi amichetti che a lungo l'avevano snobbato tranquillamente.
Sì. Stella ce l'avrebbe fatta, anche senza il suo Philip. Lei sarebbe andata avanti, e avrebbe avuto un futuro roseo, profumato di amore. Quel sentimento forte e vero in cui mai avrebbe smesso di credere.

Una sola domanda sorgeva spontanea: perché doveva soffrire sempre lei in modo così assurdo? Perché ancora una volta era stata illusa, nonostante lui sapesse tutto quello che aveva attraversato in passato?
Comprendeva che con i perché non sarebbe andata avanti, ma era impossibile non pensarci.
Perché? Perché? Perché?
Ma in fondo non avrebbe mai trovato risposta alle sue domande.
Lui si era rifugiato nel suo adorato silenzio.
Lui l'aveva illusa e se ne era liberato quando ormai non serviva più; illudendola - invano - che tra qualche mese o anno si sarebbero rincontrati. Sì, magari dopo aver soddisfatto altri desideri, anziché cercare di superare ogni ostacolo insieme, e di condividere gioie e dolori, come ogni sana coppia che si rispetti.
Lui l'avrebbe dimenticata presto.
Lui meritava di essere chiamato stronzo.

Stella, comunque, ce la farà. Sempre e comunque.



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