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Riflessioni di Aprile + Giorno 17!

24/4/2013

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Da circa un mese è iniziata la mia nuova avventura lavorativa. Se non fosse che è uno stage di sei mesi completamente gratuito e che la mia "compagna di viaggio" è una di quelle persone che cancellerei dalla faccia della terra - per essere cattiva - o terrei il più lontano possibile da me perché capaci di far uscire il peggio di me  - per essere buona - direi che non è male. Certo, quando mi è stato proposto, ho favoleggiato circa la possibilità di collaborare nella realizzazione di eventi (come ad esempio Giò Di Tonno nel nostro teatro, giusto per ribadire la mia passione sviscerale per tale artista), e invece mi sono ritrovata a sistemare librerie stracolme di libri d'arte, e spostare quadri o pulire (che poi non mi sembrava brutta come cosa, perché partecipare all'allestimento di una mostra, mi piace). Ora mi occupo di un'altra mostra - questa volta fotografica - e aspiro a un'unica cosa: lavorare da sola. Per favore, toglietemela di dosso!
Non ho mai provato un simile stato di stress fino ad ora, ma questa persona mi sta facendo veramente venire voglia di passare alle maniere forti o di abbandonare questo stage. E' impossibile lavorare con una persona che non fa altro che sbuffare e dire che non gliene frega nulla di quello che fa, che voleva lavorare in ufficio, e fa le cose in maniera grossolana, senza stare attenta ai dettagli. E' vero, anch'io avrei aspirato a fare altro, ma se mi si da un lavoro - anche se gratuito - io ci metto tutta me stessa per fare del mio meglio, e voglio fare le cose con la dovuta calma e la più accurata precisione, e non fare le cose tanto per. Il mio fine - anche se per ora è solo una mera illusione - sarebbe quello di far vedere le mie capacità, nella speranza che un giorno, quello che faccio sia retribuito.
Non mi pesa fare 3 ore di lavoro gratuito, mi pesa però farlo in compagnia di una persona che palesa tutta la sua ignoranza e totalmente diversa da me. Che poi può anche passare l'essere completamente diversi, ma cavolo, non riuscirei proprio a trovare argomenti affini, che poi quando tento di parlare, vengo sempre sovrastata dalla sua voce.
Mi manca il mio precedente lavoro. Forse mi sono crogiolata nell'assurda idea di ritrovare un bell'ambiente di lavoro, dove c'è tempo per lavorare e per scherzare e dove le persone mostrano sempre un sorriso, anche quando la stanchezza e i problemi potrebbero smorzarlo. Io non sono una persona solare, lo so bene, ma non è neanche bello lavorare con una persona che fa sempre facce assurde e che dimostra platealmente che non le importa niente di niente. E allora la mia domanda è (che poi me l'ha rivolta a me, per una volta che mi sono lamentata io): Se non ti interessa, chi ti tiene? Vai a casa e lascia perdere, tanto non è un lavoro. E' uno stupido stage neanche retribuito, quindi finiscila di lamentarti e non stressarmi!
Sì, credo proprio di essere arrivata a un punto in cui non è più facile mostrare un sorriso, ma è bene tirare fuori gli artigli. Io so solo una cosa, il prossimo politico che si azzarda ad offendere noi giovani, chiamandoci bamboccioni o choosy, lo schianto al muro e gli spezzo le braccine, oltre a tagliare loro la lingua (troppo manesca? Leggere libri horror mi sta facendo male, uhm?).
In una situazione non facile per noi giovani, io ce la sto mettendo tutta, anche se al momento non sto guadagnando neanche un centesimo. E non è facile lavorare in un ambiente simile, in una situazione di stress provocata da un'unica persona, che dimostra tutta la sua palese ignoranza.
Non sono una persona che giudica, nè che attacca, ma è davvero improponibile trascorrere ore con una persona che invece punta il dito contro gli altri, sentendosi la perfetta persona seria e brava (che poi "passi" non sapere cosa siano le SS, ma almeno sapere cosa si festeggi il 25 Aprile...).
Il mio non vuole essere un atteggiamento da superiore, perché sono una ragazza piuttosto modesta, che spesso non riesce neanche a far emergere le sue capacità, nascondendosi dietro un velo di timidezza, dietro l'ombra dell'altro. So che ho tanto da imparare e, infatti, di fronte alle persone più colte di me, cerco sempre di rimanere in silenzio, di acquisire maggiori informazioni, di crescere, e non di dettare legge. Ma quando vedo persone più ignoranti di me, che si professano anche migliori, più intelligenti, più non so cosa, mi saltano i nervi, e rischio di diventare una bestia. Un po' di umiltà a questo mondo non esiste? E' tanto squallido prendere un libro e farsi una cultura personale, invece di fare la figa leggendo giornali, parlando di trucchi e scarpe coi tacchi alti, profumi e simili?

Comunque sia, passiamo alle rubriche del giorno, dai!


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Giorno 17 - una canzone che vorresti dedicare a qualcuno

Ce l'ho, ce l'ho! La dedicherei a più di una persona!
Vaffanculo di Marco Masini.

Quando ce vò ce vò!

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Giorno 17 - Il tuo film drammatico preferito
Probabilmente l'avrò già inserito, ma quello che mi ha fatto più piangere in assoluto è stato...
... Les Misérables !
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Per oggi è tutto! Buon 25 Aprile a voi!

A presto.
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La Generazione Rubata

18/4/2013

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Ieri ho visto un film che mi ha riportato alla mente un tratto tragico della storia australiana che avevo avuto modo di conoscere pochi mesi fa, e che mi ha molto turbata.
Il film in questione è Australia, mentre l'evento tragico che colpisce duramente il cuore è quello dei bambini meticci aborigeni strappati crudelmente alle loro madri dagli "uomini bianchi", e a cui pian piano veniva tolta la propria identità.
Non è questo paragonabile a un genocidio? Non fa anche questo parte della crudeltà umana? Io credo proprio di sì, anzi ne sono fermamente convinta. Nessun uomo può ergersi al di sopra degli altri e minare le fondamenta di una comunità con le proprie idee, religioni, credi, riti. E l'uomo bianco si è comportato con gli indigeni nel corso della nostra storia in maniera spregievole.
Sono sincera nel dire che non sapevo di tutto ciò. L'ho scoperto per caso, guardando un altro film, con due bambine meravigliose come protagoniste, una storia vera che fa cedere facilmente alle lacrime e stringe il cuore: e il titolo è proprio quello citato all'inizio di questo post, La generazione rubata. Ve li propongo entrambi, e sono pronta a lasciare le mie riflessioni.
Vi consiglio sin da ora di vederli se non lo avete già fatto.


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La generazione rubata (Rabbit-Proof Fence) è un film di Phillip Noyce del 2002.

Il soggetto è tratto dal libro Barriera per conigli (Follow the Rabbit-Proof Fence) di Doris Pilkington, che affronta il tema dei bambini aborigeni australiani forzatamente allontanati dalle loro famiglie, la cosiddetta generazione rubata. Si tratta di bambini mezzo-sangue nati dall' incrocio tra inglesi e nativi.


Trama:
Nell'Australia degli anni Trenta, per volontà del governo, i bambini di sangue misto sono sottratti con la forza alle famiglie aborigene per essere deportati in appositi centri di rieducazione come quello di Moore River. Ed è qui che giungono tre ragazzine - due sorelle, Molly, e Daisy, e la loro cuginetta Gracie -, dopo essere state prelevate dall'insediamento nativo di Jigalong. Ma la più grandicella, Molly, convince quasi subito le altre due a fuggire per cercare di far ritorno al loro villaggio. Il film è la cronaca di questa straordinaria fuga a piedi nudi, di oltre 1.500 miglia, attraverso sterminate pianure e deserti: un'autentica odissea durata nove settimane e affrontata dalle tre bambine con incredibile coraggio e risolutezza, avendo come unico riferimento la lunghissima rete di protezione che anni prima i colonizzatori bianchi avevano costruito per difendere i pascoli e i terreni coltivati dai conigli selvatici (lo "steccato a prova di coniglio" del titolo originale della pellicola si riferisce appunto a questa barriera che corre da un capo all'altro del continente australiano). Nonostante i vari tentativi delle autorità governative di riacciuffare le piccole fuggitive (il signor Neville, responsabile del programma di tutela dei mezzosangue, sguinzaglierà sulle loro tracce un'abilissima guida indigena, Moodoo), solo Gracie sarà ripresa. Molly e Daisy riusciranno a ritornare a casa. In seguito, Molly sposerà un aborigeno da cui avrà due figlie. Una di queste, Doris Pilkington Garimara, è l'autrice del libro da cui il film è tratto.



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Molly, Daisy, Gracie sono tre bambine molto piccole che vengono strappate dalle braccia delle loro mamme, a causa di una politica del Governo, secondo la quale questi bambini meticci dovevano diventare totalmente bianchi, negando loro la propria origine, la propria identità. Venne detto loro di essere orfani e c'era la malsana idea che le madri non avrebbero sofferto per questa sottrazione, anzi, avrebbero di certo dimenticato in fretta. Ma ragioniamo: come può una madre essere contenta di vedersi sottrarre un figlio? Sangue del proprio sangue, carne della propria carne, portato in grembo per 9 mesi... A meno che non si hanno problemi mentali gravi o si è privi di cuore, è impossibile essere felici. Sono i propri figli. Allontanati per un malsano motivo. Per un tentativo crudele di far emergere la razza bianca, come se fosse superiore.
Questa atroce politica iniziò nei primi anni del 900 e continuò anche fino al 1970 - e in certi casi anche oltre - e oltre 100.000 bambini aborigeni vennero strappati con la forza o sotto coercizione alle proprie famiglie dalla polizia o da assistenti.
Molti di loro non avevano neanche 5 anni...
Venivano prelevati senza alcun preavviso, e rieducati all'occidentale, proibendo loro di esercitare ogni forma di spiritualità o attaccamento alle proprie tradizioni culturali. Dovevano diventare occidentali, cristiani, dei veri e propri bianchi.
Ma la loro situazione spesso era ancora più tragica. Molti di loro, infatti, subirono abusi sessuali e fisici, e le condizioni di vita non erano buone. Il loro futuro? Lavorare come domestici o in fattorie, non ricevendo un'adeguata istruzione.

Insomma potete capire come l'opera di un governo privo di cuore, ha portato alla distruzione di una comunità che esisteva da molto più tempo del loro arrivo.
E a farne le spese furono sopranattutto questi bambini innocenti.

Io credo che sia una cosa così meschina che neanche le scuse che ottennero anni dopo possono rimarginare una tale ferita. Gli indigeni hanno il diritto di esercitare le proprie tradizioni, i propri culti, le proprie religioni. Anzi, io le trovo anche interessanti da conoscere.
L'uomo dovrebbe imparare a accrescere la sua cultura, cercando di conoscere quella di altri popoli, anziché arrogarsi il diritto - assurdo - di essere superiore e uccidere i pensieri di un altro.

Passiamo all'altro film.



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Australia è un film del 2008 diretto da Baz Luhrmann, con protagonisti Nicole Kidman e Hugh Jackman.

Trama:
Il film racconta la storia di Lady Sarah Ashley, aristocratica inglese che eredita un enorme ranch in Australia, ma quando un proprietario terriero senza scrupoli cerca di portarle via la proprietà, la donna intraprende un difficile viaggio attraverso quello sterminato paese assieme ad un rude mandriano di nome Drover (in inglese drover significa per l'appunto mandriano), vivendo esperienze traumatiche come il bombardamento da parte dei giapponesi a Darwin, durante la seconda guerra mondiale.


Anche qui, oltre a vari temi, come l'amore, la guerra, e altro ancora, torna il tema della Generazione Rubata, riflessa nel piccolo Nullah, un bambino meticcio con il nonno "stregone", che rischia di finire la sua vita come tutti gli altri: portato in centri di "rieducazione" e allontanato dalla sua cultura, che invece sarebbe da conoscere ed amare. Gli aborigeni cantano e il mondo si apre.
Nullah mi è entrato nel cuore. Così piccolo è costretto ad attraversare tanti momenti terribili: perderà sua madre, e anche un amico, e rischierà anche di perdere il suo mondo e la sua nuova famiglia, creata da due bianchi dal cuore amabile e generoso. Ma, per fortuna, c'è un delizioso lieto fine, dopo tanta sofferenza.
Alla fine del film avevo gli occhi lucidi. Ho provato una moltitudine di emozioni, così intense, che erano difficili da gestire.
Avevo rabbia, commozione, amore, odio, tenerezza. Avevo una gran voglia di stringere quel piccino tra le mie braccia e donargli tutto l'amore possibile.





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non è adorabile?
E' un film intenso, da vedere. Inoltre ho appreso qualcosa di nuovo. Non sapevo che i giapponesi fossero arrivati con le loro bombe anche in Australia. Altra piccola pecca di ignoranza che non è bello avere.
Vi consiglio davvero di vederlo. Ottimi attori (cavoli, mi sto innamorando davvero di Jackman!) e anche un "Faramir" - David Wenham - davvero crudele (mamma mia, avrei voluto strozzarlo!).

Insomma, oggi ho affrontato un argomento davvero tragico, ma è importante conoscere e non dimenticare. Dentro di me, anche se flebile, c'è la speranza che un giorno questo mondo sia migliore... che il cuore degli uomini si trasformi, s'inondi di luce, e si pensi unicamente alla pace e all'amore. Speranza vana, sicuramente, ma senza la quale non riuscirei davvero a vivere.

A presto!
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Spring, I Love You! And... Day 16!

11/4/2013

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Finalmente la primavera sembra aver preso il posto del freddo inverno, e un sole pieno di luce e calore riscalda la terra e le anime assopite sembrano risvegliarsi.
Amo profondamente questa stagione, molto più dell'estate, dell'autunno e dell'inverno. La amo per svariati motivi: perché i prati e gli alberi si riempiono di una profusione di colori diversi che fanno vibrare le corde del cuore. Amo i colori che questa stagione sa donare, il caldo non ancora eccessivo, ma adorabile. La sensazione splendida che i raggi del sole riversano sulla pelle. Il cielo limpidissimo, di un azzurro chiarissimo, quasi privo di nuvole, e quelle poche che ci sono, appaiono come sfumature biancastre, che non nuociono alla limpidezza celestiale.
Oggi sono tornata con la mia cagnolina - oddio, è vecchiotta in realtà, ma vabbè - sulla collinetta vicino casa mia, e mi sono buttata in mezzo all'erba. Ho chiuso gli occhi e ho iniziato ad ascoltare i suoni meravigliosi della natura: il dolce cinguettio degli uccelli, sempre diverso, ma ugualmente incantevole, il ronzio più fastidioso delle api che volano di fiore in fiore. Ma adoro anche il piacevole tepore del sole sulla pelle, il vento leggero che sembra sussurrare parole segrete.
E' stato bello, e sono sicura che lo ripeterò presto. Ho tutta l'intenzione di andare a leggere e, magari, scrivere all'aperto, per trovare un maggior benessere e una miglior ispirazione che in casa non so avere. E poi, almeno sto lontana da tutto e tutti, e da sguardi curiosi che non sopporto. Infatti, credo che soprattutto per scrivere, bisognerebbe trovare un posto tranquillo, e chiudere il mondo fuori.

A proposito di scrittura. Oggi, rileggevo una parte del mio "romanzo", Il Lupo e la Rosa, e mi sorprendevo di quanto ho scritto. Sì, rileggendolo a distanza di un anno, sono felice di me stessa, anche se credo proprio che sia da rileggere ancora e ancora, per migliorare quanto più possibile, e fare un buon editing del testo. Ammetto che una parte di me vorrebbe proporla a qualche casa editrice, ma l'altra ha un po' di fifa, temendo che non sia così bello, nonostante su EFP abbia ricevuto tanti, piacevoli, commenti. Tutti positivi!
Chi passa di qui, la sta leggendo? In fondo, il link l'ho postato nella sezione "Le Mie Storie" ed è facile accedervi e leggerla, anche senza doversi iscrivere al sito.

Sul lato libri e letture, invece, quando ho deciso di accogliere in questo sito le opere di autori emergenti e non, non pensavo di ottenere un tale, importante, riscontro. Sono contentissima, ovviamente, della cosa. Sapere che c'è gente che ha visto il mio sito, gli è piaciuto, e vuole propormi la propria opera in maniera gratuita per avere una recensione, mi rende veramente felice. Ci metto l'anima per creare ogni giorno - o quasi - un post diverso, riversandovi le mie passioni, le mie letture, i miei desideri, i miei sogni, e coinvolgere - magari - sempre più persone nella lettura, giacché in Italia sono pochi i lettori forti (e la cosa mi dispiace realmente). Spero di essere sempre apprezzata e di non offendere mai nessuno con le mie modestissime opinioni da non esperta; io ci metto sempre tutto il mio cuore, e le parole sono il sintomo delle emozioni che i libri che leggo sanno donarmi.

Ma ora passiamo alle due rubriche!



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Giorno 16 - una canzone che amavi e che ora odi

In realtà più che odio, non riesco più ad ascoltarla, perché è fonte di ricordi che mi provocherebbero soltanto le lacrime. In fondo, era la nostra canzone, ed è difficile ascoltarla di nuovo, senza provocare fitte al cuore. E' bellissima, l'amavo e in verità la amo ancora, ma non posso più davvero sentirla. Fa troppo male. Troppo.

Sto parlando di A te, di Jovanotti.


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Giorno 16 - Un film che hai amato, ma ora odi

Ce l'ho, ce l'ho: Jumanji
Non odiatemi, ma ora - sarà che lo fanno troppe volte in tv e ormai ne ho la nausea, sarà non so bene per quale motivo, in realtà - non lo sopporto più. Non riesco a vederlo ancora. Quindi questa è la mia risposta.
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E anche per oggi ho fatto il mio piacevole dovere!
A presto! E godetevi queste deliziose giornate di primavera e sole, sole, sole!!!



ps. Mi sono accorta dopo che la canzone "A te" l'avevo già inserita per un altro giorno, ma non me ne vengono in mente altre. Quindi, amen. Una ripetizione è d'obbligo. :P
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Giorno 15!

6/4/2013

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Aprile dolce dormire... quanto è vero questo detto! Ho sempre sonno, sia che dorma molto, sia che dorma il giusto e la cosa non mi fa impazzire. Inoltre la primavera sembra tardare: ci sono mattinate in cui il sole sembra illuminare la terra con il suo piacevole tepore, e poi nuvoloni minacciosi lo oscurano tristemente. Non amo molto questo mese, forse perché ogni anno è successo qualcosa che mi ha fatto male, e tremo di fronte a quello che potrà succedere. Oddio, un piccolo neo c'è già stato: il mio smartphone ha deciso di andare in tilt e dovrò farne a meno per almeno 20 giorni, e la cosa mi irrita alquanto. Tuttavia, non voglio sembrare una persona troppo materialista. Attenderò e speriamo bene. Per fortuna ho ancora la garanzia!
In questi primi giorni del mese ho cuore e testa in tumulto. Sarà l'idea della primavera che porta amore e rinascita, saranno i mesi di solitudine, ma ogni volta che incrocio lo sguardo o scambio qualche parola con ragazzi carini, mi sento come un'adolescente di fronte alla sua prima cotta. Mi vergogno un po' a dirlo, insomma, ormai penso di essere adulta - dovrei esserlo, ma mi sento spesso ancora bambina e forse lo sarò in parte in eterno! - e non dovrei lasciarmi andare a pensieri che possano nuocere al mio cuore fin troppo ferito. O forse, un'altra parte di me sostiene che devo prendere la vita con più leggerezza. La verità è che io ho paura. Ho il terrore di non riuscire a prendere le cose con leggerezza, ho paura di innamorarmi di nuovo, in modo così profondo e restare ferita, per l'ennesima volta. Quando si dona tanto e si rimane delusi, non è facile aprirsi di nuovo al mondo. Tanto più che non penso di essere capace di "divertirmi" semplicemente, e chi vivrà vedrà.
Vedremo cosa la vita mi darà e spero che le scelte che farò mi porteranno a essere felice, perché lo merito.
Le ferite nel mio cuore non si sono ancora cicatrizzate. Oggi sono dovuta andare in uno dei luoghi che più mi ricordano il mio ex, e ci rivedevo lì, allegri e innamorati - perlomeno io - e il cuore si è fermato. Sentivo gli occhi farsi umidi e il solito "Perché?" è affiorato sulle mie labbra. Però, non importa, devo solo far svanire quelle immagini e andare avanti...

Andiamo avanti, dunque! Vi va di conoscere le prossime risposte alle rubriche?
Sono pronta, anche se non è stato facile per nulla e ancora sono dubbiosa sulla domanda relativa ai film, ma amen!




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Giorno 15 - Un film al quale vorresti somigliasse la tua vita
Ecco, questa è la domanda alla quale non saprei rispondere. Ce ne sono tanti, o forse nessuno.
Alla fine ho optato per un film dove la fiaba s'intreccia alla realtà, dove il vero amore arriva nella vita della protagonista, dopo che il suo cuore ha errato nella prima scelta, e la riempie di una luce intensa. Perché, dove c'è amore splende sempre il sole!
Il film in questione è... Come d'Incanto!
Vorrei avere una vita che sia un misto di realtà e magica fiaba - non quelle originali che non sono proprio dolci! -; una vita dove finalmente possa trovare il vero amore, che possa rendermi realmente felice, senza più sofferenza.
ps. Forse la Walt Disney mi fa sognare e illudere davvero troppo!
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Giorno 15 - una canzone che ti descrive

Occhi da orientale che raccontano emozioni
sguardo limpido di aprile di dolcissime illusioni
tutto scritto su di un viso che non riesce ad imparare
come chiudere fra i denti almeno il suo dolore


Occhi da Orientale, di Daniele Silvestri.

Perché? Tutti mi hanno sempre detto che la forma dei miei occhi ricorda quella degli orientali, ma poi il colore biondo dei miei capelli fa comprendere quanto io non appartenga a quel popolo. Questa canzone comunque la sento piuttosto mia.

Adoro i miei occhi - uno dei pochi aspetti che apprezzo di me - e penso che siano davvero capaci di raccontare emozioni pure e limpide, se solo l'altro si soffermasse a guardarli veramente, in profondità.

Vi lascio il video della canzone!










Alla prossima! Buon Weekend! :)
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