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Becoming Jane

28/2/2013

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Qualche giorno fa ho avuto il piacere, finalmente, di vedere questo film delizioso: Becoming Jane, un film semi-biografico inerente la vita di una delle autrici inglesi ottocentesche che più amo, ossia, Jane Austen! A rappresentarla sul grande schermo, è stata la bellissima quanto bravissima Anne Hathaway (dopo Natalie Portman, mia attrice preferita), che a mio modesto avviso è riuscita a entrare perfettamente nella parte. Sì, ok, non posso conoscere l'autrice, ma dalle notizie che ho, da quanto ho letto finora nelle sue opere (che in fin dei conti riprendono la sua vera vita), secondo me è adorabile in versione Jane.
La storia è incentrata sull'amore che legava Jane a Thomas Langlois Lefroy, il nipote di alcuni vicini di Steventon, che ritenevano la giovane figlia del Reverendo Austen inadeguata socialmente per Thomas, e così il loro matrimonio fu impossibile da attuare. Questo anche perché, il giovane era economicamente dipendente al prozio, il quale non voleva assolutamente far maritare il nipote con la povera Jane.
Da questa relazione, sembra prendere spunto anche la storia, indimenticabile e incantevole, che ha ammaliato numerose ragazze: Orgoglio e Pregiudizio, anche se il finale risulterà diverso, come si sa.
La bella e intelligente Elizabeth, infatti, riuscirà a sposare il suo amato ed orgoglioso Mr Darcy (sospirone!), a differenza dell'autrice che non convolerà mai a nozze, come sua sorella Cassandra, la quale perderà il suo grande amore (morto improvvisamente) e non vorrà mai più sposarsi.


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Il film si apre proprio con la nostra giovane Jane impegnata nella stesura di qualche suo romanzo. Ci viene subito presentata anche la sua famiglia, e da quelle prime immagini si respirano quei luoghi e personaggi che profumano e sembrano prender vita dai suoi romanzi. Siamo alla fine del 700, in un periodo in cui l'unico scopo delle giovani fanciulle era convolare a nozze, e così anche Jane attende di trovare l'uomo più adatto. Ma il suo carattere intelligente e ironico, unito alle sue idee ben precise sull'amore e le nozze, la spingono ad andare oltre un destino già segnato.
Jane è la figlia del Reverendo di Steventon, nello Hampshire, e appartiene a una famiglia semplice. La madre si occupa semplicemente della casa e spera di poter maritare anche la sua ultima figlia, e inoltre ha molti altri fratelli, quasi tutti maritati ad eccezione di Henry, corteggiato da una donna benestante e molto più grande di lui, e Cassandra - la sua più cara confidente - che è in procinto di sposarsi. Anche Jane, però, è molto corteggiata e in particolare tutti si aspettano da lei che sposi il ricco ereditiero Mr. Wisley, un ragazzo sensibile, corretto e gentile, di cui lei però non è innamorata.

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La vita monotona di Jane, cambia quando arriva Thomas Lefroy, un giovane e promettente avvocato di umili origini, che viene mandato "in punizione" in campagna dal ricco zio di cui è il pupillo, perché colpevole di condurre una vita cittadina dissoluta. Lefroy inizialmente mostra di disprezzare la campagna e punzecchia Jane mostrando di ignorarla e trattandola da provinciale, ma deve ben presto ricredersi nei confronti e della natura che lo circonda e della ragazza, di cui comprende subito l'intelligenza fuori dal comune.
Pian piano, dopo i primi battibecchi che tanto ricordando il principio del rapporto tra Mr. Darcy ed Elizabeth Bennet, i due s'innamorano, ma per potersi veramente sposare devono riuscire a convincere lo zio di lui, il quale vorrebbe far sposare il nipote con una donna di classe più elevata rispetto a Jane. Cercano di attuare anche un piano, per far passare Jane come una promettente e futura scrittrice, ma alla fine lo zio nega la sua approvazione, convinto da una lettera di false accuse che gli è stata inviata da uno dei tanti corteggiatori di Jane e che la dipinge come una cacciatrice di dote.

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Tom reagisce male e respinge Jane, non volendo perdere la possibilità di aiutare la sua famiglia di umili origini e dipendendo economicamente da quello zio. I due si fidanzano con altre persone, ma Lefroy, comprendendo di amare profondamente Jane, torna da lei chiedendole perdono e proponendole una fuga d'amore. Lei accetta ma, mentre stanno fuggendo, legge casualmente una lettera della madre di Thomas che dimostra come la famiglia dipenda totalmente dalla benevolenza del ricco zio e di cui Jane era totalmente all'oscuro. Jane capisce che non può proseguire. Lo affronta e gli dice che, pur amandolo, non possono prendersi la responsabilità della rovina della famiglia di lui. Thomas tenta in ogni modo di convincerla, ma Jane non si lascia andare e torna indietro dalla sua famiglia.

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E' di nuovo corteggiata dai suoi precedenti ammiratori, ma il suo amore per Thomas è così profondamente radicato in lei che decide di non sposarsi: preferisce vivere in semplicità, piuttosto di fare un matrimonio ricco ma privo di amore. Con lei resterà la sorella Cassandra, anch'essa - come già detto - nubile dopo la morte improvvisa del suo promesso sposo. Il fratello Henry, invece, si sposerà con la sua corteggiatrice in modo da migliorare la sua condizione  economica e aiutare anche le sue sorelle.
Dalla storia d'amore con il "suo" Thomas, Jane inizierà a buttar giù il suo più grande capolavoro: Orgoglio e Pregiudizio.



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Il film termina con l'incontro - molti anni dopo - tra Jane, ormai una scrittrice famosa, e Thomas, che si è sposato con un'altra, e ha avuto da lei diversi figli, ma si comprenderà che lui non ha mai smesso veramente di amarla. Infatti, la sua primogenita sarà chiamata... Jane.





Guardare questo film mi ha trasmesso una miriade di emozioni. E' facile intuire che l'ispirazione per i suoi meravigliosi romanzi l'ha tratta proprio dalla sua vita, dal suo ambiente, dalla società in cui viveva, dalle persone che incontrava. Jane Austen è stata una donna davvero risoluta e piena di principi in cui credeva profondamente. Lei non voleva sposarsi senza amore, ma capisce anche di doversi fermare per non ridurre alla rovina la sua famiglia e anche quella del suo amato.
E' una persona da ammirare profondamente, ed effettivamente lo facevo già da tempo, da quando ho letto per la prima volta il meraviglioso romanzo già citato.
Jane decide di vivere della sua penna, nonostante vivesse in un mondo dove le donne che scrivevano non erano assolutamente ben viste, seppur fossero capaci di produrre dei veri capolavori che ancora oggi, dopo secoli, riescono a colpire e ammaliare nel profondo dell'anima diverse persone. Jane, come tante altre scrittrici della sua epoca, ci fa ancora sognare e tante volte mi sono ritrovata a fantasticare su quei mondi, su quei balli, su quell'epoca storica così affascinante.

Ammetto che il primo pensiero che mi è sorto una volta conclusa la visione di questo film meraviglioso è stato questo: Anch'io vorrei vivere della mia penna, se solo avessi almeno un briciolo del talento di Jane Austen e se appartenessi a un'epoca dove vivere di sola scrittura consentisse di avere una vita dignitosa.

Questo però non mi sembra così possibile, forse perché sono una persona molto insicura e questa crisi che coinvolge il mondo intero, e in particolare l'Italia, non aiuta a mantenere vivi i sogni. Noi giovani dobbiamo quasi accontentarci. A volte, soprattutto quando leggo i romanticissimi romanzi della Austen, sento di essere nata in un'epoca sbagliata. Sì, è vero, ai suoi tempi la donna non aveva un grande ruolo, ma dopotutto non vedo grandi progressi nel mondo attuale: donne vengono uccise, umiliate, stuprate, considerate come meri oggetti e martoriate, non solo nei paesi culturalmente arretrati, ma anche nelle cosidette "Società civili", dove spesso anche nel lavoro le donne subiscono discriminazioni ingiuste e vengono facilmente poste dopo l'uomo.
Vivere tra 700 e 800, in Inghilterra, tra i suoi boschi tanto amati dalla Austen e l'adorata brughiera delle sorelle Brontë, non sarebbe stato male.
Le dame potevano e dovevano imparare diverse arti: dal canto, alla danza, alla musica, al disegno e alcune grandi donne della letteratura inglese sono sprofondate totalmente nel sublime mondo della scrittura, arrivando ad emozionare anche noi.
Non sto dicendo con questo che non voglio trovare lavoro e che aspiro a quell'epoca solo perché così me ne sto tranquillamente a casa a dedicarmi semplicemente ai miei passatempi. Io vorrei lavorare, lo vorrei tanto, ma è difficile trovare qualcosa che potrebbe almeno un briciolo piacermi. Sembra quasi che i sogni debbano essere soppressi e bisogna sempre accontentarsi, anche di lavori che possono non piacere.
So di aver fatto una scelta azzardata nello studio, ma un altro mio sogno è quello di lavorare in una libreria ( o aprirne una un giorno ) o in una biblioteca, attorniata da libri che mi fanno sentire a casa.
Ma ancora non arrivano risposte e la speranza si affievolisce, anche se ho tutta l'intenzione di fare un'altra prova.

Poi, nella vita di Jane Austen, i rapporti si costruivano con più "umanità". Mi spiego meglio: oggi la tecnologia ha preso il sopravvento e, se da un lato ha motli aspetti positivi, dall'altro i mezzi di comunicazione risultano spesso freddi e vuoti. Una volta si conoscevano le persone direttamente, si iniziavano e terminavano rapporti guardandosi in faccia, ora un misero sms o una mail risolvono il tutto (e sì, mi riferisco anche a delle mie esperienze amorose. Bah).
Una volta c'erano le lettere, un mezzo così delizioso per comunicare... per mettere a nudo la propria anima, farsi conoscere e magari dilettarsi anche nel migliorare la propria calligrafia, scrivere pagine e pagine sciorinando tutti i pensieri...
Sì, a pensarci, credo che sarei stata bene in quell'epoca...

Comunque a parte questi miei pensieri personali, se ancora non lo avete fatto, vi consiglio di vedere questo film, soprattutto e ovviamente se amata immensamente la splendida, incantevole, Jane Austen!
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